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Santiago de Compostela, un pellegrinaggio tra spiritualità e storia

La conchiglia di Santiagodi Stefano Schiavi
Quello di Santiago de Compostela è uno dei più antichi cammini, o pellegrinaggi, che la storia del cristianesimo conosca. Uno di quelli che ancora oggi "attrae" decine di migliaia di persone. Un percorso lungo ed "intimo", una vera e propria "esperienza" che in tanti, giovani e meno giovani, affrontano per arrivare alla agognata meta: la tomba di San Giacomo. Nessuno sa se realmente quello sia il corpo del Santo, ma poco importa. La fede, del resto, smuove le montagne. Una miriade di pellegrini si incammina, proveniente da ogni parte, verso la città sorta attorno al luogo del presunto ritrovamento: Santiago de Compostela, insieme a Roma e Gerusalemme, una delle città pellegrine più importanti della Cristianità.

La città, infatti, è sorta, come dicevamo, intorno alla tomba dell’Apostolo e per onorare il suo sepolcro Alfonso II il Casto, re delle Asturie e della Galizia, ordinò la costruzione sul posto di un tempio dove i monaci benedettini nell'893 vi fissarono la loro residenza. Iniziarono così i primi pellegrinaggi alla tomba dell'apostolo (Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi), dapprima dalle Asturie e dalla Galizia, poi da tutta l'Europa. Nel tempo i Santuari divennero tre: il secondo venne costruiro nel X secolo, ed ebbe un aspetto più maestoso, anche grazie ai materiali di prima qualità utilizzati. Santiago di Compostela fu distrutta nel 997 dall'esercito musulmano di Almanzor e poi ricostruita da Bermudo Ordoñez detto il Gottoso, figlio illegittimo del re di León, Ordoño III e della sua amante Aragonta Pelaez, figlia del Conte Pelayo Gonzalez. Fu però il vescovo Diego Xelmirez ad iniziare la trasformazione della città in luogo di culto e pellegrinaggio, facendo terminare la costruzione della Cattedrale, iniziata nel 1075, ed arricchendola con numerose reliquie. Maestri come Bernardo el Viejo, Roberto, Esteban, Bernardo il Giovane, Matteo, parteciparono alla costruzione del terzo santuario, la Cattedrale, considerata come il monumento più bello eretto in Spagna nel corso del Medioevo. La sua costruzione barocca seguì il modello classico delle basiliche oggetto di pellegrinaggi, cioè con pianta a croce latina con tre navate prolungate nell’incrociato e navata dell’abside con cappelle absidali e triforio. Il santuario di Santiago de Compostela è meta di pellegrinaggi da oltre mille anni e, dal 25 luglio del 1122, ogni volta che la festa dell’Apostolo Giacomo cade di domenica, si celebra un Anno Santo e Giubilare, l’Anno Giacobeo.

Chi è San Giacomo
Secondo gli Atti degli Apostoli Giacomo il maggiore, fratello di Giovanni l'Evangelista e uno dei 12 apostoli di Gesù, dopo la resurrezione di Cristo, secondo storie prive di fonti, avrebbe girato per molti anni nella penisola iberica per compiere opera di evangelizzazione (ma come si afferma nella Lettera ai Romani la Spagna è stata visitata solo da Paolo di Tarso) e che, tornato in Palestina dove trovò la morte ordinata da Erode Agrippa nell'anno 44,che temeva l'eccessivo potere che poteva "conquistare" con la predicazione; i suoi discepoli Attanasio e Teodoro ne raccolsero il corpo e lo trasportarono segretamente con una nave nei luoghi della predicazione. Sbarcati nei pressi di Finisterre si addentrarono in Galicia e gli diedero sepoltura.Nei secoli successivi si perse traccia del sepolcro. Nell'anno 813 l'eremita Pelayo vide, per molti giorni successivi, una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno San Giacomo che gli svelò che il luogo delle luci indicava la sua tomba. L’abate rimosse la terra che nei secoli si era depositata e scoprì il sepolcro. Ne diede notizia al Vescovo locale Teodomiro che confermò la veridicità dell ’accaduto. La notizia giunse presto al papa ed ai principali sovrani cattolici dell ’epoca. Di qui iniziò il culto di Santiago (contrazione di San Giacomo). Fu costruita una piccola chiesa sul luogo del sepolcro; ben presto sorse intorno una città che fu denominata Santiago de Compostela (da campus stellae per l'appunto il campo delle stelle come lo descrisse l'eremita Pelayo) Luoghi mitici, quindi, per il Santo, come Finisterre: la fine della terra europea di fronte all'oceano sterminato ma anche luogo magico e ancestrale per i celti di Galizia.

L'icona di Santiago Matamoros
Ovviamente ogni Santo ha una sua iconografia che serve comunque non solo allo spirito ma anche, e soprattutto, alle cose San Giacomo Matamorosterrene degli uomini. Un po come accadeva per i pagani che cercavano di "tirare" da una parte e dall'altra gli dei. Nella tradizione popolare e nell'iconografia di San Giacomo – soprattutto ispanica – la figura del Matamoros è quella che più venne utilizzata, intercessore e vessillo della ribellione agli arabi e della loro confitta nella Spagna medievale. Profondamente intrecciata alla devozione popolare, infatti, si fece strada una sorta di "ideologia" iacobea, accuratamente costruita, in particolare, dal monachesimo cluniacense e infine potentemente documentata, ad esempio, nel Codex calixtinus, che faceva di Santiago il pilastro "soprannaturale" della riconquista dell'Europa meridionale dal dominio degli "infedeli" musulmani – ideologia che i pellegrini veicolarono in tutto il continente cristiano, facendo di san Giacomo una sorta di antesignano delle Crociate. La scena originaria della leggenda epica fu localizzata nella Rioja, attorno al castello di Clavijo, dove Santiago (San Giacomo), su un cavallo bianco, avrebbe guidato alla vittoria , divenendo di fatto Santo -guerriero, le armi cristiane di Ramiro I d'Asturia contro i musulmani di Al-Andalus il 23 maggio 844. Si dice che numerose volte il santo sia intervenuto in modo decisivo per aiutare i cristiani a sconfiggere i mori nelle tante battaglie combattute nei secoli successivi (la reconquista si compì nel 1492 con la definitiva sconfitta degli arabi da parte del re Ferdinando e della Regina Isabella "la cattolica"). Della battaglia, che non è neppure certo che sia davvero avvenuta – come del resto quella di Roncisvalle - nacque la tradizione, asseverata da un decreto apocrifo attribuito al medesimo Ramiro I, di un tributo annuo di primizie di grano e vino, dovuto da tutta la Spagna "para el mantenimiento de los canónicos que residen en la iglesia del bienaventurado Santiago y para los ministros de la misma iglesia".

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