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Siria, viaggio alla ricerca delle radici (di pietra) del cristianesimo

di Stefano Schiavi
La cittadella di AleppoUn paese martoriato dalla guerra, dal sangue e dalla persecuzione religiosa, un fattore fino ad ora estraneo alla cultura e alla storia millenaria della Siria. Damasco, Aleppo, Palmira, Ebla sono solo alcuni dei nomi che rievocano leggende, miti, sogni di chiunque è a conoscenza di un minimo di storia, di chi ha semplicemente letto Agatha Christie o ha sognato leggendo libri e biografie su Lawrence d’Arabia. Eppure oggi, tutti noi abbiamo sotto gli occhi solo lo scempio umano, storico e culturale che sta attraversando la Siria, preda ormai della follia e della barbarie che solo gli uomini possono mettere in atto.

A chi, come il sottoscritto, ha girato in lungo e in largo la Siria prima della guerra civile, non rimane che il rammaricato ricordo di avere avuto la fortuna di camminare nel deserto tra le rovine della Palmira della regina Zenobia o tra le tombe rupestri dei notabili romani oppure di avere avuto il privilegio di passare qualche ora con il professor Matthieu tra gli scavi di Ebla o di girovagare per il suk di Damasco o ammirare la moschea degli Palmira la città della regina ZenobiaOmayyadi o tra le rovine del castello del Saladino o nel Crack di Chevalier o tra i resti di San Simeone sede degli stiliti, ammirando le ruote di Hama visitando Maalula (l’unico posto al mondo dove si parla ancora l’aramaico dei tempi di Gesù) e il convento di Santa Tecla. Sì, ho avuto questa fortuna ma è una fortuna che lascia l’amaro in bocca e la rabbia nelle mani per tutto quello che viene distrutto ogni giorno dalle bombe.
Eppure la Siria, da sempre, è stata terra e culla di storia, cultura e civiltà condita con il sale della tolleranza. Forse solo così si può comprendere come sia stato possibile che un paese musulmano al 95% della popolazione, dal punto di vista monumentale, costituisca tuttora, uno dei maggiori scrigni di cultura cristiana nel mondo.

Una storia fatta di pietre e luoghi sacri
Ben 7 monumenti su 10, sperando sempre che siano ancora in piedi, ci testimoniano un passato ricchissimo di attività religiose, politiche ed economiche svolte sotto il segno di Gesù di Nazareth. Chiese ovviamente costruite direttamente su antichi templi mitraici, fenici, ittiti, ellenici e sumerici (come accadde un po’ in tutto l’occidente), monasteri arroccati su speroni di roccia dove prima esistevano postazioni militari romane lungo le vecchie rotte carovaniere del deserto, icone tra le più antiche del mondo, incredibili oggetti liturgici ancora dalle chiare forme pagane. Insomma, un fiorire di architettura sacra che non ha eguali per il periodo in questione.
C’è anche da dire e sottolineare che molti di questi monumenti, sia per le particolari forme sia per le caratteristiche, costituiscono vere e proprie pietre miliari della cultura cristiana, ma anche dei luoghi che sprigionano misticismo unito ad esoterismo. Del resto non è un caso che la Siria era uno dei luoghi preferiti dei Templari che in quanto ad esoterismo non avevano eguali nell’Occidente cristiano. Esoterismo che fu poi alla base della loro distruzione. E’ così che ci ritroviamo con opere uniche nel loro genere come l’altare aramaico di Maaloula o le grotte degli anacoreti di Mar Musa.

Da San Paolo a Santa Tecla passando per il cristianesimo ebraicizzante
Visitare i luoghi che la storia ci ha lasciato in Siria, vuol dire camminare, immergersi totalmente, duemila anni dopo ne il Nuovo ed il Vecchio Testamento. Un vero e proprio viaggio nelle pagine della Bibbia. All’interno della cittadella di Aleppo, una chiesa prima ed una moschea dopo ci hanno preservato la roccia dove Abramo sedette per mungere le sue pecore. A Damasco ci imbattiamo nella casa di Anania e Bab Kaisan, pietre che videro il San Paolo di Tarsobattesimo e la fuga verso l’apostolato romano di Paolo di Tarso: l’inizio di una storia che stravolgerà il mondo intero perché, nolenti o volenti da San Paolo che nascerà la Chiesa di Roma.
In perfetta continuità cronologica, tassello dopo tassello, la Siria ci offre un percorso storico-religioso che ha eguali solo con Roma e Gerusalemme. Sopra il Jabal Qalamoun, a Maaloula, ultimo centro delle comunità aramaiche del mondo, esistono ancora tesori cristiani risalenti al I secolo con radici che sprofondano nel grande mito dei semiti. È lo scenario della vita di santa Tecla, cioè di uno dei primi frutti della conversione paolina, l’omonimo monastero sorge ancora sulla sua tomba, lungo la leggenda di una montagna sacra che aprì le sue viscere per proteggere la santa dalle persecuzioni dell’esercito romano. Adesso è (o meglio era) una affascinante via processionale che si apre stretta stretta nelle viscere della roccia. Per molti ricorda in piccolo il più famoso canyon di Petra.
Ma la Siria non è solo questo, è anche la storia di pietra dello scisma tra cristianità d’occidente e d’Oriente. Antichi conflitti che rimangono scolpiti ad eterna memoria e che nemmeno il tempo è riuscito a cancellare…Forse gli uomini del terzo millennio ce la faranno.
Le città morte della Siria del nord ci proiettano nel momento in cui cristianesimo ed ebraismo tentarono di trovare (non riuscendoci alla fine) una soluzione comune all’avvento del Messia, contro il volere di Roma e di Costantinopoli. Serdjilla e Katura, sono solo due delle centinaia di comunità rappresentanti il cristianesimo ebraicizzante, centri sviluppatisi tra il III ed il VI secolo e che vissero in piena prosperità economica grazie alla produzione dell’olio di oliva. La ricchezza di quello che fu il petrolio del mondo antico, permise un periodo di costruzione di edifici religiosi tra più intensi della storia dell’uomo: Edifici così complessi ma armonici da divenire per alcuni l’archetipo delle chiese del medioevo occidentale. Così visitando Qalb Loze o Cheik Suleiman, si troveremo testimonianze uniche al mondo come il Bema, una sorta di esedra posta nel bel mezzo della navata e rivolta all’abside, l’antico trono del capo laico della comunità contrapposto a quello del capo episcopale sito nel synthronon dell’abside. Il Bema per qualche studioso sarebbe la prosecuzione cristiana dell’antico Trono di Mosè, cioè dell’elemento centrale in certe antichissime sinagoghe ebraiche. Altro importante centro di scambio tra la cristianità e il giudaismo si trova a Doura Europos, in pieno deserto ai margini della Mesopotamia. Qui si potrebbe ammirare, il condizionale è d’obbligo, la antichissima casa dei cristiani, adiacente alla sinagoga degli affreschi biblici conservata al museo nazionale di Damasco.

Il misticismo degli stiliti e quello dei monaci siriaci
Tanta religiosità, dunque, e tantissimo misticismo come dicevamo. La Siria è la culla del misticismo della Chiesa d’Oriente che proprio qui conobbe le vette più alte dell’ascetismo sotto l’azione di personaggi come Simeone il Grande ( meglio conosciuto come San Simeone). Della sua vita eremitica in cima ad una colonna non rimane soltanto Qalat Saman, ovvero quello che fu uno dei più importanti luoghi di culto della Terra Santa. Rimangono anche decine e decine di monumenti di reclusi e stiliti costruiti tra V e XIII sec. come Kafr Deryan, Teleda, Kimar e Qirq Bize: le loro pietre testimoniano ancora oggi come fu possibile la vita contemplativa tra terra e cielo, sopra una colonna oppure sopra una torre. Altri tempi, altri uomini, altre dimensioni non solo corporee ma soprattutto mentali, senza sovrastrutture negative.
Ed ecco quindi le storie dei monaci siri, un’antica realtà sacerdotale in antitesi alle Chiese d’Oriente e Maaloula monastero di Santa Teclad’Occidente ed in sodalizio con la Chiesa copta d’Egitto. Si tratta dei discendenti degli anacoreti, la prima forma monastica della cristianità. Visitare le cosiddette laure di Deir Mar Musa e Yabroud, significa vedere da vicino il più antico modello insediativo di architettura monasteriale del mondo, costituito da un sistema di grotte funzionanti come celle per la vita eremitica nel deserto. Sono luoghi che mantennero il loro ruolo ascetico nel tempo, fino a diventare importanti sedi di costruzioni monasteriali a partire dal VI secolo, come testimoniano quelle di san Mosè l’Abissino a Nebek e di san Giacomo il mutilato a Qara. I loro splendidi affreschi medievali dimostrano quale fosse l’alto profilo culturale e simbolico dell’iconografia biblica raggiunta da queste comunità cristiane. Splendide sono le icone medievali conservate presso le antiche chiese dei SS. Elena e Costantino a Yabroud e dei SS. Sergio e Bacco a Maaloula, costruite direttamente dalle pietre di arcaici templi aramaici ed ellenici.
La loro forza intellettuale dovette essere tale da continuare a rimanere un punto di riferimento spirituale per le prime comunità musulmane di Siria con l’avvento della conquista araba. La dimensione cristiana in Siria arrivò così ad offrire le testimonianze di antico sodalizio che si tenne tra i monaci siri e l’Islam. Così, elementi imprescindibili La moschea Omayyade di Damascodi un viaggio all’interno della cultura cristiana siriana diventano incredibilmente anche le grandi moschee degli Ommayadi a Damasco, Hama ed Aleppo. All’interno dei loro cortili (i Sahn) sono ancora presenti i reclusori ottagonali su colonne, luoghi dove l’Islam permise la continuazione della contemplazione di Dio a rappresentanti del sacerdozio cristiano. Per non parlare della cattedrale di Bosra (antica città romana), il luogo dove Maometto fu riconosciuto come un profeta dal monaco siri Boheira.

All’ombra dei Templari e degli Ospitalieri
Stordenti, perché costruite per dividere più che per unire, sono invece le incredibili macchine da guerra dei crociati disseminate a ridosso delle altissime Montagne dell’Antilibano. Il Crack de Chevalier, il castello di Saladino, Qalat Marqab ed altri ancora, pur essendo gioielli dell’architettura militare a livello mondiale, ci proiettano in una dimensione particolare del cristianesimo passato, di una cristianità occidentale venuta in Siria per ri-evangelizzare la nazione eppure così lontana dai tratti del secolare cristianesimo locale. Le chiese degli ordini militari, come la splendida Notre Dame di Tartus l’ultima roccaforte cristiana difesa dai Cavalieri Templari ed Ospitalieri in Terra Santa prima della ritirata definitiva a Cipro templare in preghieraprima a Malta poi, nella loro bellezza sembrano dei luminosi corpi estranei all’antica complessa ed originale identità cristiana di Siria. Eppure anche quella è Siria anche quella è storia dell’umanità tutta. Una storia fatta anche di crociate, di massacri, di sangue e grandi battaglie. Ma anche una storia fatta di rispetto, di intrecci, intrighi, di esoterismo, di incontri segreti, di ricerca dell’ancestrale e delle forze della natura, dell’incontro neppure tanto segreto tra Islam e Cristianesimo. Quell’incontro che oggi sembra essere sparito ma che, sicuramente è solo dormiente sotto le calde sabbie del deserto siriano.

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