Get Adobe Flash player

Cencelle, la Pompei medioevale

Cencelle, veduta aereadi Barbara De Paolis
Cencelle, il sogno realizzato di papa Leone IV, è oggi, per molti, un mucchio di rovine in cima ad una collina; per altri soltanto il nome di una via del centro di Civitavecchia o un’ indicazione sulla strada per Tarquinia. Per chi ha la curiosità (e la fortuna) di seguire quell’indicazione può essere, invece, un viaggio di scoperta, un mondo incantato e ancora in gran parte da svelare: la città medioevale rappresenta l'anima e l'alba di Civitavecchia.

Il 15 agosto dell’854, papa Leone compie il giro delle mura per benedire la città, voluta fortemente dagli esuli abitanti di Centumcellae, invasa ripetutamente dai saraceni e ormai non più sicura, e pone, sulla porta orientale, da dove si dipana la strada principale, una lapide che ammonisce il nemico circa la sicurezza e l’inviolabilità della sua struttura fortificata. Leggenda vuole che il pontefice abbia sognato proprio quel luogo per erigere, senza saperlo, uno dei due esempi di città a fondazioneCencelle – Basilica di san Pietro – Cripta (foto F. Coppa) papale esistenti al mondo (l’altro è la Città del Vaticano), ma forse è più opportuno pensare a Leopoli (questo il nome originario) come esigenza strategica in difesa di Roma,baluardo alla città eterna, posta com’è su un'alta collina, per metà circondata da burroni e dirupi, in una posizione in grado di far scorgere eventuali attacchi da parte dei saraceni e di chiunque voglia occupare il porto di Centumcellae. In un momento storico in cui il potere temporale si sta rafforzando sempre più, non è possibile subire assalti o perdite e si rende necessario difendere, in quella zona particolarmente isolata, i ricchi territori dell'abbazia di Santa Maria al Mignone e della Tuscia Meridionale. Sorge, dunque, un monumento al papa che ha ridato serenità agli “sfollati” e che, ai posteri, restituirà una testimonianza di vita medievale cristallizzata nel tempo. La cittadina vive, infatti, dal IX al XV secolo, rappresentando un raro, se non unico, punto di osservazione di quella particolare epoca in quanto, solitamente, le città medievali sorgevano su preesistenze e continuavano la propria vita sovrapponendo trasformazioni su trasformazioni, adattamenti e rielaborazioni. Qui, sebbene sia testimoniata una presenza pre-romana (parte della cinta muraria ad ovest comprende mura di evidente fattura etrusca), non ci sono ulteriori sovrapposizioni; il sito è stato, verosimilmente, abbandonato per secoli, perché la situazione politico-eco- nomica nel periodo romano non era tale da richiedere insediamenti in luoghi elevati: la pax romana esigeva ville rustiche su pianeggianti terreni coltivabili! Ora, mutando la situazione politica, le necessità di una città altomedievale cambiano. Cencelle  Resti della casa-torre foto R. DiottasiNel luogo scelto dal papa ci sono le condizioni ottimali perché una cittadina di quel periodo possa prosperare: acqua in prossimità, legname a volontà, posizione elevata. Due chiese, una dedicata a S. Pietro, in ricordo di quella di Centumcellae, l’altra a S Leone Magno, in onore del papa, vengono consacrate nel perimetro circoscritto da 740 metri di cinta muraria fornita di due porte, strutture pubbliche, case di abitazione, servizi necessari e rete viaria. Col tempo, in età comunale, le porte diventeranno tre, le chiese cinque e le mura saranno coronate da sette torri. Ma, dopo la scoperta dell’allume sui monti della Tolfa, nel 1462, Cencelle viene definitivamente abbandonata: le abitazioni iniziano a coprirsi di vegetazione, le mura crollano, nel circuito murario si aprono dei varchi. Intorno al 1600 l’abside della Basilica di S. Pietro implode sulla cripta, seppellendola. Il silenzio scende sulle opere degli uomini e la natura se ne impadronisce. Uno squarcio di luce viene aperto, su questo abitato dimenticato, molti secoli dopo, dagli studi iniziati a partire dal 1950, che hanno consentito di iniziare un'indagine sempre più scientifica e precisa permettendo di indagare come si fosse vissuto a Cencelle: dal 1994 l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" (Dipartimento di Scienze Storiche Archeologiche e Antropologiche dell'Antichità, Cattedra di Archeologia Medioevale e Cattedra di Topografia Medievale) e l'Università di Chieti "G. D'Annunzio" (Dipartimento di Scienze dell'Antichità, Cattedra di Archeologia Medievale) in convenzione con l’École Francaise de Rome hanno iniziato le indagini archeologiche sul sito di Leopoli-Cencelle, operando su concessione ministeriale con l'accordo della Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale e della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio. Tutte le strutture messe in luce vengono restaurate secondo le indicazioni delle due Soprintendenze e l'area, di proprietà privata, è recintata e non accessibile al pubblico, se non con visite guidate organizzate da responsabili del progetto scientifico. Gli studi delle università hanno colto e sostenuto in pieno, quella che può essere a ben ragioneCencelle,Sepoltura nell'area sacra foto B. De Paolis considerata una delle tesi, se non la tesi (che per primo ha sostenuta il dott. Toti), che ha rivoluzionato la storia di Civitavecchia così come era stata scritta e tramandata a partire dal XVIII secolo; storia (o meglio leggenda) che voleva la città abbandonata pochi anni dopo la sua costruzione su consiglio di un vecchio saggio, chiamato Leandro, e che ha invece vissuto e prosperato per almeno cinque secoli. Probabilmente, una parte della popolazione avrà scelto, intorno all’anno 1000 di tornare alla città costiera, dove è comunque attestata una ripresa dell’attività economica e sociale, testimoniata dalla costruzione della rocca sul porto. Ma molti abitanti di Cencelle sono rimasti nella nuova patria ancora per molto tempo. Sarebbe, oggi, importante per Civitavecchia provvedere al più presto ad un rapido recupero, nonché ad acquisire nel patrimonio della Città il sito sui cui insiste questo impareggiabile complesso archeologico; fondamentale, poi, individuare un luogo dove conservare e rendere fruibili al pubblico ed agli studenti i reperti e le testimonianze archeologiche rinvenuti, al momento raccolti in un magazzino. Sarebbe importante per non dimenticare, per ritrovare quella memoria che da tantissimi anni ormai stenta ad essere considerata con i giusti parametri che le spettano: quello culturale, di conservazione, di fruizione e promozione turistica. Cencelle, la “Pompei medioevale”, anima e alba di Civitavecchia, desidera ed attende di essere nuovamente fondata.

A cura di Barbara De Paolis Società Storica Civitavecchiese

 

 

Italian English French German Spanish
L'Associazione "I Viaggi Nella Storia", che ha come scopo quello di sviluppare e diffondere la cultura dei viaggi intesi come arricchimento culturale, sociale e storico, anche un importante veicolo per la diffusione, attraverso le nostre rubriche, della cultura storica, delle tradizioni culturali, dell'archeologia, degli eventi storici,delle curiosit e dei misteri storici, degli approfondimenti storici, delle leggende e dei miti, dei ricordi di famiglia, delle recensione di libri, dei quaderni storici e dei quaderni archeologici, delle mostre e degli eventi, dei reportage di storia antica e moderna, dei dossier e delle ricerche storiche.