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Ritrovata la tomba di Giuseppe di Arimatea?

Giuseppe d' Arimateadi Stefano Schiavi
Scoprire il passato, le nostre radici, quello che ci ha portato ad oggi è sempre una “missione”. Un qualcosa di ancestrale che l’uomo si porterà dietro fino alla fine dei propri giorni. E’ un qualcosa che ci attrae, tutti, indistintamente. Se poi questo passato cerca di scoprire fin dove affondano le nostre radici storico, culturali e religiose la ricerca si fa sempre più affascinante.

Ovviamente molti dei “misteri” rimangono tali anche dopo le scoperte: ci si scontra, ci si confronta, si cerca il classico pelo nell’uovo. Così sarà per sempre e così deve essere.

A far parlare il mondo accademico e non, stavolta, ci ha pensato il controverso regista israelo-canadese Simcha Jacobovici che già qualche tempo fa mise a rumore il mondo scientifico annunciando di aver ritrovato la “vera tomba di Gesù”.

Il novello Indiana Jones ritiene, infatti, ritiene di aver individuato nella stessa area di Gerusalemme doveL'ipotetica tomba di Gesù pensa di aver individuato la “vera tomba di Gesù”, il sepolcro di Giuseppe d’Arimatea. Se fosse vero non sarebbe certo una scoperta da poco poiché, attorno alla figura di Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio che fece del tutto per far condannare Gesù, ruota tutto il mistero del Santo Graal.

 

La nuova presunta scoperta, che sarà raccontata in un documentario diffuso su Discovery Channel, sembrerebbe dunque essere un’ulteriore prova a sostegno che Gesù Cristo è stato sepolto nel quartiere residenziale di Talpiot, fuori dalle mura di Gerusalemme. Una teoria che il regista archeologo porta avanti da anni, fin da quando Jacobovici trovò, nove anni orsono, la presunta tomba di Giacomo, “fratello di Gesù”. Una ricerca che è proseguita nel tempo e che avrebbe portato, ovviamente il condizionale è d’obbligo, nel 2007, all’individuazione della “tomba di Gesù”, dove sarebbero sepolti anche una moglie e un figlio di Cristo mai citati, però, nella Bibbia.

Il documentario “la tomba perduta di Gesù” fu accolto dal quasi unanime scetticismo degli studiosi, uno dei quali parlò addirittura di “archeopornografia”. Ma Jacobovici, a quanto pare, non si e’ arreso. Sensazionalismo? Realtà? Ricerca spasmodica? Difficile dire cosa anima il regista-archeologo. Ovviamente qualche cosa ha trovato, resta semplicemente da capire (semplicemente…. È un eufemismo) se ciò che afferma Jacobovici corrisponde a realtà, anche se l’impressione è che tutto questo rimarrà sempre un mistero irrisolto.

Il nuovo sepolcro, chiamato la “tomba del patio”, si trova a 200 metri dal presunto sepolcro di Cristo e Sepolcro di epoca paleo cristianacontiene una serie di nicchie con degli ossari. In una di queste, sostiene il regista, potrebbero essere conservati i resti di Giuseppe d’Arimatea. Sostenuto da James Tabor, un professore di studi religiosi dell’universita’ di Charlotte in Carolina del nord, Jacobovici ha interpretato uno dei disegni sugli ossari come Giona che esce dalla balena, in un’allegoria della resurrezione di Gesu’. Ma gli studiosi sono scettici: la balena sarebbe in realta’ un vaso e la testa di Giona il tappo. Insomma, pochi elementi e ben confusi. Ma per chi crede e per chi ama la storia poco cambia. Non resta altro che recarsi in Terra Santa e guardare con i propri occhi anche se non si capirà un bel nulla. Di certo si ritornerà a casa con uno spirito nuovo e la consapevolezza di quanto siamo piccoli di fronte alla complessità della storia umana.

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