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Decifrato un diploma militare romano

L’antico diploma militare romano (Corriere del Mezzogiorno)Voleva sposarsi ed avere figli già romani cives alla nascita, Lucio Camelio Severo figlio di Lucio, della tribù Palatina di Puteoli (Pozzuoli), e il «diritto di connubio» gli spettava avendo egli prestato servizio come pretoriano nella Undicesima Coorte Urbana di Roma. Congedato dopo 20 anni in servizio di ordine pubblico nella turbolenta capitale dell’impero, chiese e ottenne il permesso di sposare una donna che non era cittadina romana («peregrina») nella sua fattoria sulla strada fra Pozzuoli e Quarto. Il permesso arrivò inciso sul bronzo: una tavoletta di 14 per 11 centimetri che adesso si trova nella trasparente teca del Museo dei Campi Flegrei diretto da Paola Miniero.

ASSOLUTA RARITÀ

Fra i molti magnifici reperti che affollano ordinatamente le oltre quaranta sale del Castello di Baia, questo è il più importante reperto militare, «assoluta rarità» a detta del professor Giuseppe Camodeca (ordinario di Storia romana ed Epigrafia latina all’Orientale, specialista in archeologia puteolana) che ha decifrato la scritta. Il ritrovamento si deve a Paolo Caputo, responsabile dei siti archeologici di Baia, Cuma, Miseno e Quarto; il sito archeologico della «villa rustica» di Lucio Camelio si trova lungo la Via Consolare Campana Antica, trafficatissima arteria che andava da Pozzuoli, per la «montagna spaccata» fino alla via Appia, con la quale si congiungeva nel territorio di Giugliano. L’attuale città dell’entroterra flegreo era una stazione per il cambio dei cavalli situata al «quarto miglio» dal grande porto di Pozzuoli da dove grano e merci provenienti dall’Egitto e dall’intero Mediterraneo venivano trasportate nella capitale. L’archeologo racconta: «Un cantiere impegnativo quello del metanodotto Snam, che non ha portato solo il gas nell’intero territorio, ma ci ha permesso di riportare alla luce i resti di una villa dotata di quattro cisterne intercomunicanti, e di un banco di cottura. Fra i detriti analizzati con cura, è venuta fuori questa lastrina bronzea alquanto ossidata con graffiti regolari, e su un solo lato una serie di nomi sovrapposti a scritte precedenti».

DIPLOMA MILITAREL’antico diploma militare romano, particolare. (Corriere del Mezzogiorno)

È questa infatti la faccia del diploma che doveva rimanere nascosta, legata o saldata con una seconda lastrina che è andata perduta e ha fatto scoprire la parsimonia dei funzionari imperiali: poiché il bronzo costava non poco, a Lucio Camelio e a chissà quanti altri congedati essi mandarono diplomi militari incisi su lastrine «riciclate»; i destinatari non potevano accorgersene, ma i 1800 anni trascorsi hanno fatto svelare il piccolo inganno. Il diploma militare reca una data corrispondente al 7 gennaio 224 dopo Cristo, quando erano consoli Appio Claudio Giuliano e Caio Bruttio Crispino (al suo secondo mandato). Imperatore era il giovane Alessandro Severo (succedette a suo cugino Eliogabalo nel 222, fu assassinato nel 235); i nomi dei pretoriani «urbaniciani» congedati venivano anche incisi su una grande tavola bronzea affissa tempio di Augusto presso la statua di Minerva a Roma, avendo essi «servito fortemente e pienamente». A loro, fa scrivere l’imperatore sulle tavoletta destinate ai singoli, e quindi anche al congedato puteolano «ho dato il diritto di connubio limitatamente alle singole e prime mogli in modo che anche se si siano uniti in matrimonio con donne di condizione peregrina facciano dei figli come se fossero nati da due cittadini romani». L’eccezionale reperto è solo l’ultimo di una imponente collezione museale che raccoglie nel Castello di Baia la più ricca serie di testimonianze provenienti dall’intera area flegrea: dal Sacello degli Augustali scoperto a Miseno, al Ninfeo di Punta Epitaffio, con sezioni espositive relative a Cuma prima colonia greca d’occidente, Pozzuoli emporio dell’Impero Romano, Baia stazione termale dei ricchissimi e degli imperatori (dove tra l’altro è testimoniata la presenza di una officina dove si producevano copie delle sculture in bronzo provenienti dalla Grecia), Miseno sede della flotta, Liternum città di Scipione l’Africano.

ORARIO RIDOTTO DEL MUSEO

La direttrice Miniero non manca mai di ricordare che un Museo così ricco e importante potrebbe essere una enorme risorsa, solo che fosse raggiungibile con mezzi pubblici, e avesse personale sufficiente per prolungare l’attuale esigua apertura (dalle 9 alle 13, chiuso il lunedì) dove l’ingresso costa appena 3 euro e comprende l’accesso ad altri siti archeologici. Insomma, una sintesi che più negativa non si può di una pessima politica dei Beni Culturali.

 

fonte: www.ilfattostorico.com

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