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Roma, una genesi non solo classica

di Giuseppe Benevento

augusto-imperatoreA volte si dimentica che tra il glorioso passato di Roma Antica e la maestosa Roma Rinascimentale s'insinua un periodo di quasi mille anni.

La lenta decadenza del potere romano accelera in un disfacimento rovinoso dal IV secolo d.C. La guerra di potere al trono augusteo, la corruzione, e la perdita di un'identità collettiva espone l'Impero Romano d'Occidente, e in particolare la città di Roma, alla crescente pressione delle popolazioni del Nord e dell'Est.

Frisi, Sassoni, Franchi, Alemanni, Burgundi, Marcomanni, Vandali, e Goti attirati dalla ricchezza delle città romane, ma anche da uno spirito di rivalsa verso chi li aveva conquistati, si riversarono in ondate violente sulle ormai fragili frontiere dell'Impero.

Il susseguirsi di imperatori fantoccio sul trono di Augusto, imposti e deposti dalle stesse aquila1Legioni nell'arco di pochi mesi, a volte settimane, non fece altro che lasciare Roma in balia dell'anarchia e della dissoluzione dei costumi, costringendola a piegarsi ai dominatori barbari.

Sono anni turbolenti, ma lo è ogni volta che la Storia volta pagina.

E' in questa fase, di assenza di potere, che i Papi acquisirono potere temporale, suffragato dagli sguardi dei molti che si volgevano al Laterano, in cerca di sicurezza e di una figura autorevole. I pontefici affrontarono comandanti della caratura di Attila, armati del solo carisma che emanavano risparmiando, forse ma non sempre, sanguinosi saccheggi della città.

Dalle ceneri dell'Impero, la fiamma di Roma torna a bruciare all'ombra della Croce di Cristo.

Liberatisi dell'invadenza bizantina, grazie agli accordi con i Longobardi, il papato s'impone nel governo cittadino e afferma l'autorità su tutti i vescovi cristiani d'occidente e oriente, fin quando non intervennero i vari scismi. La città risorge, sono avviati i lavori per la costruzione d'importanti basiliche come Santa Pudenziana, San Clemente, San Pietro in Vincoli. Le mura cittadine rinforzate e restaurati i Palazzi in Laterano. Molte infrastrutture, come le fogne, recuperate.

Roma torna a primeggiare tra le nascenti capitali dei regni europei. Infatti, l'opera di evangelizzazione e il nascente movimento del monachesimo consentono alla Chiesa di ramificarsi sul territorio e governarlo direttamente o influenzarlo tramite consiglieri religiosi. Fondamentali sono la conversione dei Longobardi, prima, e dei Franchi, dopo, elevati come lo scudo della cristianità.

Stemma BanderesiIn quattro secoli, la Roma papale governa ampi territori della penisola Italiana, condiziona la politica europea con la minaccia delle temutissime bolle pontificie, ma soprattutto elegge imperatori e sovrani per volere divino. Neanche il Medio Oriente fugge all'egemonia cristiana ammantata dei vessilli delle Crociate. Tuttavia, al volgersi del millennio, Roma s'incammina, in un nuovo, lento e inesorabile declino. La città è devastata dalle guerre intestine delle nobili famiglie romane, che si contendono il soglio vaticano come prima il trono imperiale. Nel 1305 i vescovi, esasperati, eleggono il primo papa non italiano, Clemente V che sposta la sede vaticana ad Avignone. Inizia il periodo della Cattività Avignonese, dove Roma è abbandonata a se stessa.

Seguono anni di malattie, carestie e faide, fino alla riforma del 1356 voluta da Innocenzo VI.

Un governo, giusto, popolare avrebbe risollevato le sorti di Roma. Si rinnova la milizia cittadina riorganizzandola con gli uomini dei tredici rioni della città e battezzandola con il nome della Felice Società dei Balestrieri e dei Pavesati, sotto il comando di due Banderesi , dal nome tedesco banderen (per via dei grandi vessilli che li precedevano).

Immediatamente, si vide la svolta. I Banderesi, coadiuvati da sette riformatori, ristabilirono l'ordine pubblico con pugno di ferro, punendo ogni violazione delle leggi emanate. Le nobili famiglie romane, causa del malcontento popolare, si ritirarono nei loro feudi di campagna, salutati dall'esultanza cittadina.

Roma risuscita come repubblica libera e popolare.

Pacificata la città, i Banderesi riversarono le loro energie nel riprendere il controllo delle terre limitrofe. In pochi mesi sbaragliarono briganti e compagnie di ventura che infestavano l'agro romano, e portarono sotto l'egemonia capitolina quei territori che si erano affrancati, nel periodo di caos, dal controllo capitolino. Con una serie di battaglie, guidarono la milizia della Felice Società dei Balestrieri e dei Pavesati in Toscana, in Umbria e nelle Marche ristabilendo, solo sulla carta, il potere papale ma in pratica il dominio del cittadino romano. L'azione dei Banderesi garantì cinque decenni di serenità alla città e di supremazia popolare sulle aristocrazie locali. I papi, che seguirono Innocenzo VI, furono grati della loro azione tuttavia affrettarono i tempi del rientro della sede vaticana in Roma, temendo di perdere la stretta sullo Stato Vaticano.

Siamo, quindi, al passaggio di testimone tra il 1300 e il 1400, il medioevo volge al termine, a breve confini ritenuti invalicabili sarebbero stati spazzati dalla scoperta delle Americhe e la ricchezza rinascimentale sarebbe stata illuminata dall'oro e dall'argento dei mondi lontani. Il sogno della repubblica svanisce sotto i colpi restauratori della nobiltà romana, i papi tornano a essere i signori del Quirinale e una questione di "famiglia". La repubblica è di nuovo un sogno nel cassetto della Storia per i prossimi cinque secoli.

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