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Viaggio nel “Cerca Trova” di Giorgio Vasari e Neri Dortelata

Giorgio Vasari, autoritrattodi Marco Mattia
L’Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche e la diffusione delle conoscenze storiche della Nostra lingua ed è stato naturale per me rivolgermi ad essa per cercare di comprendere quanto fossero conosciuti e diffusi i giochi di parole, come gli anagrammi, nel XVI secolo, gli anni in cui Giorgio Vasari affrescava la Sala Grande, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Quello che cercavo era comprendere se l’anagramma di due parole, CERCA TROVA, parole dipinte sull’affresco La battaglia di Scannagallo del Vasari, ovvero TORRE VACCA, il nome proprio di un luogo a pochi metri, nello stesso edificio, fosse solo una casualità. La Battaglia di Scannagallo, meglio conosciuta come Battaglia di AnghiariLa professoressa Nicoletta Maraschio, colta Presidente dell’Accademia della Crusca, in risposta ad una email che le poneva la questione, molto cortesemente rispondeva che appunto in quegli anni anche un grammatico dell’Accademia fiorentina, Neri Dortelata, si firmava con un anagramma e che quindi probabilmente gli anagrammi erano anche allora giochi di parole conosciuti. Neri Dortelata ho imparato essere lo pseudonimo di Cosimo Bartoli, erudito ecclesiastico e letterato fiorentino, partigiano della famiglia Medici per conto dei quali svolse anche il ruolo di rappresentante diplomatico a Venezia ed è ricordato anche per il suo tentativo di “piegare la lingua volgare, divenuta ormai perfetto strumento nelle mani di poeti e prosatori d'arte, ad esprimere anche contenuti scientifici”, come scrive l'Enciclopedia Treccani, altro punto di riferimento per chi compie ricerche storiche e linguistiche. Neri Dortelata è anche un anagramma , conosciuto probabilmente sin da quegli anni, ovvero “ordina lettera” ,colui che mette in ordine le parole. La coincidenza davvero interessante è che Cosimo Bartoli fu amico e consigliere di Giorgio Vasari e la testimonianza più attendibile di quanto fosse stata intima la loro amicizia lo si apprende leggendo le lettere del Carteggio Vasariano, la corrispondenza privata dell’artista aretino. Il Carteggio è consultabile in internet anche sul sito della Fondazione Memofonte, fondazione che pubblica on line fonti testuali e figurative di non facile reperibilità nell’ambito non solo della storia dell’arte. Le lettere pubblicate inviate e ricevute da Giorgio Vasari sono oltre 1100 e sono una testimonianza attendibilissima e una cronaca dettagliata quanto inconsapevole di ciò che accadde non solo a Firenze in quegli anni. Quelle inviate dall’Ordina lettere al Vasari sono oltre 70, inviate sopratutto da Venezia quando era diplomatico per conto dei Medici, che coprono un lasso di tempo di circa venti anni. Attorno il 1555 le lettere trattano dei lavori voluti dal Duca Cosimo per restaurare ed abbellire Palazzo Vecchio e, come fece in seguito anche Vincenzo Borghini, altro erudito ecclesiastico amico e consigliere del Vasari, il Bartoli consiglia e descrive ciò che La frase misteriosa inserita dal Vasaridovrà essere fatto. Il Duca Cosimo I de Medici era un tiranno colto che conosceva ed amava l’arte ed aveva compreso quanto fosse necessario il “consenso”, la stima ed il rispetto dei fiorentini, per il consolidamento del potere ed affrescare le pareti del Salone dei Cinquecento con dipinti che celebravano le proprie vittorie militari era un modo per conseguire questo scopo. Per ciò che attiene ai lavori di Palazzo Vecchio,si comprende leggendo alcune lettere che il Duca indica i “concetti” che vuole che siano rappresentati nei dipinti e nelle sculture, il Bartoli ed il Borghini traducono questi in immagini che Giorgio Vasari ed i suoi aiuti dipingeranno. Era questo che accadde a Palazzo Vecchio, l'arte che serve la politica, propaganda pura. La cosa davvero interessante è che naturalmente l'Ordina lettere si occupò anche dei dipinti che raccontano gli episodi della guerra condotta e vinta da Cosimo I contro Siena, quindi anche La battaglia di Scannagallo, l'affresco dove compare la scritta CERCA TROVA, anagramma di TORRE VACCA.

Ricapitolando: tutta la vicenda a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, c’è un affresco del Vasari, la Battaglia di Scannagallo,Cosimo Bartoli affresco su cui compare una scritta, CERCA TROVA. Questa scritta è stata interpretata come un’esortazione a cercare e trovare proprio dietro lo stesso dipinto un altro affresco, la battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, perché si ritiene da sempre il luogo dove fu affrescata e che poi il Vasari vi abbia dipinto sopra per volontà dei Medici. Cerca trova è però l’anagramma di Torre Vacca, l’antico nome della torre di Palazzo Vecchio, luogo che sta a pochi metri dalla scritta stessa e colui che progettò ed ideò il dipinto su cui compare la scritta era un colto grammatico, Cosimo Batoli, che in almeno un occasione si firmò con un anagramma, Ordina lettera, colui che mette in ordine le parole. Probabilmente saranno solo coincidenze ma i dubbi sono lontano dall’essere fugati .

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