Get Adobe Flash player

La Battaglia di Anghiari, il segreto di Leonardo per ora resta tale

Leonardo da Vinci, autoritrattodi Stefano Schiavi e Micaela D’Andrea
Chi cerca trova è un detto vecchio come il mondo, ma mai stavolta sembra essere più azzeccato. Forse se lo immaginava anche il Vasari quando vergò col suo pennello tale frase quasi 500 anni fa, ad imperitura ricerca dei posteri. 

Ma cosa dovevano cercare questi famosi posteri in quella che per secoli è stato, ed è tutt’ora un mistero leonardesco? Probabilmente quello che è stato rilevato qualche giorno fa dai tecnici che da decenni studiano e si arrovellano la mente sulla Battaglia di Anghiari.

Il Vasari, che non era allievo di Leonardo da Vinci né lo conobbe visto che quando il Genio morìGiorgio Vasari, autoritratto aveva appena 8 anni, era dunque conoscenza del mancato lavoro del Maestro? E se sì perché non avrebbe steso un strato di malta sopra agli studi e bozze leonardesche ma avrebbe invece costruito una nuova parete creando una intercapedine quasi a salvaguardia dell’opera incompiuta del predecessore?

E soprattutto, perché avrebbe lasciato un indizio affinché si trovassero le tracce del lavoro di Leonardo? Non necessariamente deve trovarsi un mistero su tutto ciò che riguarda Leonardo ed il suo mondo nascosto, forse si è trattato di una semplice “cortesia” o una “forma di rispetto”, di reverenzialità, del Vasari verso uno dei più grandi Geni della storia umana…. Possibile anche questo. Ma il mistero, si sa, ha sempre affascinato gli uomini. Del resto non fa male a nessuno pensare che dietro ogni cosa c’è sempre un mistero, piccolo o grande che sia. E, indubbiamente, intorno a Leonardo di mistero ce né moltissimo e anche in maniera giustificata.

Di non misterioso c’è il fatto che l’affresco, commissionato a Leonardo nel 1503 e per il quale il Maestro utilizzò nuove tecniche pittoriche, andò distrutto per un errato processo di essiccamento.

Cerca, TrovaI celebri disegni di Leonardo che, come afferma il Cellini, furono la "scuola del mondo", sono andati perduti (tranne alcuni studi preparatori) e ne rimane testimonianza attraverso quelli del Rubens, oggi al Louvre di Parigi, ed un'opera, datata intorno al 1470 ed attribuita al pittore Biagio di Antonio della scuola di Paolo Uccello che si trova alla National Gallery of Ireland di Dublino

                  

La scoperta

La caccia al Leonardo perduto, come dicevamo, va avanti da decenni. Ora il primo spiraglio un campione di colore nero trovato dietro un affresco del Vasari a Firenze ha composizione chimica compatibile con il nero usato nella Gioconda e nel S.Giovanni Battista al Louvre e lascia pensare che l'affresco ( che affresco non è in realtà dal momento che Leonardo utilizzò la tecnica dell’encausto recuperata dalla Historia naturalis di Plinio il Vecchio riadattandolo alle sue esigenze) possa nascondersi dietro la parete. Possiamo solo immaginare, da appassionati, l’emozione e la gioia di Maurizio Seracini, direttore della Ricerca.

Nella sostanza si tratta di questo: dietro la parete est del Salone dei 500 di Palazzo Vecchio,Battaglia di anghiari visione completa c'é un vuoto che cela un muro preesistente e sul quale si vedono macchie di colore nero, rosso e beige che potrebbero appartenere alla Battaglia di Anghiari, l'affresco perduto di Leonardo da Vinci. "Sono dati incoraggianti - sostiene Seracini -. Stiamo cercando nel posto giusto".
La scoperta suggerisce che Vasari - che fu pittore ed architetto, e che venne incaricato di ristrutturare Palazzo Vecchio - potrebbe aver voluto preservare il lavoro di Leonardo erigendo una parete di fronte all'affresco di Leonardo, come a voler proteggere un'opera considerata come la più maestosa del Rinascimento. Un gesto di riconoscenza quindi? Possibile ma non probabile, a meno che….non ci sia dell’altro che ancora si deve analizzare, scoprire.

Del resto nessun'altra parete nel Salone dei 500 presenta un vuoto come in questo caso. Inoltre il muro retrostante è senza pietre a vista, come se Vasari avesse conservato l'intonaco su cui Leonardo potrebbe aver dipinto la sua Battaglia di Anghiari.

"Anche se siamo ancora alle fasi preliminari della ricerca e anche se c'é ancora molto lavoro da fare per poter risolvere il mistero - è il commento di Seracini -, le prove dimostrano che stiamo cercando nel posto giusto", prosegue Seracini che sta effettuando i sondaggi grazie al supporto e alla collaborazione fattiva di National Geographic, Università di San Diego e Comune di Firenze, e affiancato dalla Soprintendenza al Polo Museale fiorentino e dall'Opificio delle Pietre Dure, dopo il via libera del ministero per i Beni Culturali.

Il pigmento nero e la lacca rossa

Ma perché queste tracce di colore dovrebbero appartenere all’opera perduta di Leonardo? Perché il pigmento nero è composto in gran parte da manganese e, in parte, da ferro è lo stesso di del colore utilizzato per la Gioconda e il San Giovanni Battista. Questo particolare composto è stato individuato con analisi chimiche su materiali estratti durante i sondaggi dentro la parete est del Salone dei 500. Trovati anche frammenti di materiale rosso, associabili a lacca che presenterebbero affinità con un altro capolavoro di Leonardo, in questo caso “L'adorazionedei Magi” . Inoltre, immagini ottenute con una sonda endoscopica mostrano uno strato beige. Secondo i ricercatori può esser stato messo solo con un pennello.

La battaglia

"Ed in tanta rotta e in si lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d'altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò". Così scriveva il Machiavelli di questa battaglia (combattuta il 29 Giugno 1440 tra i Fiorentini, Studio leonardesco battaglia di Anghiari vincitori, guidati da Michelotto Attendolo e Giampaolo Orsini ed i Milanesi, condotti da Niccolò Piccinino) tanto importante dal punto di vista artistico ma di poco conto sul piano militare. Diverso invece fu il risvolto politico. A tal proposito prosegue il Machiavelli: "…la vittoria fu molto più utile per la Toscana che dannosa per il duca (di Milano), perché se i Fiorentini perdevano la giornata, la Toscana era sua; e perdendo quello, non perdè altro che le armi e i cavalli del suo esercito, i quali con non molti danari si possono ricuperare".

Ma le battaglie, si sa, si ricordano per la loro cruenza o per la loro durata. Di fatto quella di Anghiari si ricorda solo per il volere dei Magistrati di Firenze, nella figura di Pier Soderini, gonfaloniere a vita della Repubblica fiorentina, che commissionarono il lavoro a Leonardo da Vinci.

 

 

 

 

 

Italian English French German Spanish
L'Associazione "I Viaggi Nella Storia", che ha come scopo quello di sviluppare e diffondere la cultura dei viaggi intesi come arricchimento culturale, sociale e storico, anche un importante veicolo per la diffusione, attraverso le nostre rubriche, della cultura storica, delle tradizioni culturali, dell'archeologia, degli eventi storici,delle curiosit e dei misteri storici, degli approfondimenti storici, delle leggende e dei miti, dei ricordi di famiglia, delle recensione di libri, dei quaderni storici e dei quaderni archeologici, delle mostre e degli eventi, dei reportage di storia antica e moderna, dei dossier e delle ricerche storiche.