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Guerra Fredda, un gioco a scacchi fatto di doppiogiochisti.

Il cartello di benvenuto a Berlino Ovest presso il check point CharlieUn articolo esclusivo di Stefano Schiavi per I Viaggi nella Storia

Nell’immaginario collettivo il mondo dei servizi segreti è rappresentato da uomini con barbe finte od occhiali scuri e impermeabile che ti osservano magari da dietro un giornale con i buchi. Nella migliore delle ipotesi dal mitico agente 007, James Bond, con licenza di uccidere. In realtà il lavoro degli operatori, del settore forse più oscuro di un qualsiasi Stato nazionale, è qualcosa di diverso, che sfugge a quasi tutti.

Ma questo, del resto, è comprensibile. Forse anche per il concetto errato che fino ad oggi l'opinione pubblica ha avuto nei confronti di tutto ciò che rappresenta ed opera all'interno di un servizio segreto. Probabilmente la persona che più di tutti ha saputo inquadrare il problema per quanto riguarda l'Italia, è stato l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, noto per il suo interesse al mondo dell'intelligence. Cossiga nella prefazione al libro di Robert David Steele "Intelligence" sostiene, infatti, che "...in Italia vi è grande confusione su cosa sia l'intelligence che sì confonde tout court con lo spionaggio militare, mentre l'intelligence è una cosa molto più complessa da un punto di vista dell'oggetto, delle tecniche e delle procedure". Una affermazione sacrosanta, precisa e che coglie decisamente il nocciolo del problema. Ma tutto questo, comunque non scardina credenze o convinzioni decennali, per non dire secolari. Del resto è innegabile che spesso la Storia è stata scandita secondo i voleri e gli indirizzi di molti dei Servizi di intelìigence che hanno attraversato la storia. Specialmente quella più recente. Dunque La storia più vera è quella segreta, come diceva qualcuno? Probabilmente sì. Durante lo scorso secolo, non dimentichiamolo mai, attraversato da due guerre mondiali ed una Guerra Fredda, ci sono stati momenti in cui, anche nelle democrazie occidentali, i Servizi segreti, le Barbe finte (come spesso ci piace chiamare gli 007 a noi giornalisti), si sono sostituiti alle Istituzioni politiche, anziché esserne consiglieri, con effetti a dir poco disastrasi. Esempi da citare ne abbiamo a centinaia, sia in un schieramento che nell'altro. Dalle fobie sul comunismo del premier britannico Winston Churchill, alle clamorose ingerenze della Cia nelle politiche attuate dalla Casa Bianca, alle infiltrazioni fin nei nuclei familiari del Kgb sovietico e della Stasi dell'allora Germania dell'Est. Per non parlare del potere senza limiti dei servizi di intelìigence mediorientali, tra i quali dobbiamo comprendere anche l'israeliano Mossad. Insomma, volenti o nolenti, i servizi segreti rappresentano una parte importante, seppur nascosta, nella vita di ogni nazione, democratica o meno che sia. Con il crollostemma cia dell'Unione Sovietica e del comunismo si è dato il via a tutta una serie di declassifìcazioni di documenti Top Secret che hanno squarciato, seppur solo parzialmente, quel velo che per decenni ha coperto un mondo sotterraneo precluso ai non addetti ai lavori. Un mondo fatto di operazioni politiche, azioni militari, complotti, colpi di stato, omicidi eccellenti e non, agenti infiltrati e doppiogiochisti. E proprio il ruolo dei doppiogiochisti (a favore di Mosca), ha rappresentato il nodo centrale della Guerra Fredda combattuta per 50 anni dal blocco occidentale e quello sovietico. E quando si parla di doppiogiochismo salta alla mente il celeberrimo "Gruppo di Cambridge", quello del gruppo di studenti inglesi che abbracciò il comunismo servendolo fino alla fine dei propri giorni come agenti al soldo dell'Nkvd-Kgb. Donald Maclean, Guy Burgess, Antony Blunt, John Cairncross ed il più celebre di tutti Kim Philby? Questo è uno degli esempi più classici del doppiogiochismo e dei danni che comporta una infiltrazione del genere. Ma perché si passa con il nemico, perché si arriva a tradire la propria nazione? Per convinzione ideologica, per denaro, perché sottostanti ad un ricatto, per puro spirito di rivalsa, per amore? Le motivazioni possono essere infinite dal momento che scaturiscono da convincimenti e ragionamenti mentali spesso indotti, e non vi è dubbio che a Mosca, alla Lubianka, in fatto di convincimenti furono dei veri maestri. Non che a Langley fossero da meno, ma basta leggere quanto affermava Felix Dzerzinskij, il padre dei servizi segreti (in principio fu la Ceka), per comprendere con quale "spirito" il Cremino lavorasse in quegli anni. Diceva Dzerzinskij: "Noi rappresentiamo il terrore organizzato e questo va detto con chiarezza". Teorizzazione che venne applicata con attenzione e che permise al KGB di giocare un ruolo fondamentale per l'affermazione ed il perdurare del comunismo. Senza gli uomini della Lubianka, probabilmente, l'Unione Sovietica sarebbe crollata ben prima dell'arrivo al potere di Mikhail Gorbaciov uomo per altro gradito alla Lubianka in quanto delfino di Yuri Andropov. Il Kgb operò dunque a sostegno del comunismo divenendone il principale sostegno, la stampella, del regime dei Soviet. Pronto a reprimere ogni qualsivoglia parvenza di opposizione interna ed esterna utilizzando agenti propri infiltrati ma anche, e molto spesso anche, vere e proprie talpe: i doppiogiochisti appunto. Nell'Aprile del 1945, a pochi giorni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, Americani e sovietici si stringevano la mano a Torgau, sul fiume Elba. Era il classico bacio di Giuda che preludeva al tradimento. Anche se la Guerra fredda ebbe inizio ben prima. Era il 1941 quando il Cremlino decisa di intraprendere una guerra segreta contro i suoi nuovi alleati occidentali. I vertici della Lubianka operarono con insolita pazienza certosina portando a casa molti risultati. Uno tra tutti, il più importante per Stalin, ma anche per le sorti future del mondo intero, l’infiltrazione nel Progetto Manhattan, il programma anglo-americano per la produzione della Bomba Atomica. L'Nkvd ed il Gru, i servizi segreti militari di Mosca, riuscirono ad infiltrarsi praticamente a tutti i livelli del progetto. Vennero reclutati scienziati britannici e statunitensi che trafugarono i piani segreti del progetto. Alcune talpe infiltrate all'interno del Ministero degli Esteri britannico, il mitico Foreign Office, ed agenti doppiogiochisti fornirono altre informazioni vitali. Il loro lavoro permise all'Urss di anticipare di almeno 10 anni la realizzazione dell'Atomica sovietica. All'epoca al vertice della piramide dell'lntelligence c'era Josef Stalin coadiuvato dalla sua ombra, Lavrentji Beria, la vera anima nera deIl’Nkvd. Quando nel marzo del 1953 Stalin morì, scoppiò una breve ma feroce e sanguinaria lotta per la successione.

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