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Storie di spie e valigette: l'America sotto minaccia?

Il colonnello Lunev
Congegni nucleari, minacce alla sicurezza degli Stati Uniti, lo scenario di un conflitto tra America e Russia. E una spia incappucciata, in vena di confessioni da Guerra Fredda. La storia potrebbe essere la degna trama di un romanzo d'azione, ambientato negli anni '60. Ma l'uomo senza volto esisteva davvero. E' Stanislav Lunev, ex colonnello dei servizi segreti sovietici considerato dal Congresso americano il più autorevole disertore dei servizi segreti russi.

E fu proprio dinanzi il congresso americano che nel febbraio del 2000, il volto nascosto da un cappuccio nero, Lunev riferì che congegni nucleari grossi come una valigetta erano nascosti in qualche posto del territorio americano. "I generali sovietici hanno disegnato un piano speciale per la futura guerra contro l'America", confessò Lunev. Insomma, nonostante la fine del comunismo, il crollo dell'Unione Sovietica, il nemico principale rimaneva sempre la Russia. La missione di Lunev, ha raccontato l'ex spia, era quella di mettersi alla ricerca di luoghi adatti, e segreti, in cui depositare congegni per la comunicazione e armi, tra cui quelle per la distruzione di massa. I nascondigli erano selezionati con cura, in modo da permettere a un agente di lasciarvi un oggetto, che a sua volta (come in tutte le spy story che si rispettino) sarebbe stato preso in consegna da un'altra spia. "Ricevevo istruzioni molto precise - ha detto Lunev: questi nascondigli devono essere adatti a depositarvi ogni tipo di armi, comprese quelle nucleari". Ma Lunev non fu stato in grado di offrire prove concrete dell'esistenza dei luoghi segreti di cui parla, né chiarì se le valigette nucleari erano state mai portate negli Stati Uniti. E anche il parlamentare americano che mostrò il modello di uno di questi dispositivi nucleari, ha ammesso di non aver avuto mai a disposizione alcuna prova. "Se sono qui, - disse Dan Burton, rappresentante repubblicano dell'Indiana – il perché lo dobbiamo domandare ai leader russi, ma la domanda non è stata ancora fatta". Durante l'udienza Lunev, che si trovava ovviamente sotto uno speciale programma di protezione, raccontò dettagli di questo caso di spionaggio, che aveva già svelato in un suo libro, pubblicato nel 1998. Ma sono stati in molti a sostenere che l'Fbi non avrebbe trovato alcun riscontro a dimostrazione della veridicità delle confessioni di Lunev. Tant'è che dell'ex spia e delle sue rivelazioni non si è più sentito parlare. Almeno per ora.

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