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Zhukov, eroe o epurato eccellente?

 Zhukov, Eroe o epurato?Storia segreta di un generale sovietico
Ombre cupe e nere sull'onore del maresciallo Gheorghi Zhukov, eroe sovietico della II guerra mondiale onorato anche nella Russia post-comunista. Su di lui, infatti, da un documento inedito spuntato dall'archivio di Stato russi sono emerse rivelazioni non certo entusiasmanti: il più grande stratega della vittoria russa sui tedeschi, vincitore della battaglia di Stalingrado, sarebbe stato anche uno spietato fucilatore di civili.

Sul documento che accusa il maresciallo si sono accese subito le polemiche e alcuni storici ne contestano apertamente l'autenticità: qualcuno parla di un falso confezionato nei decenni scorsi dal regime comunista, con i cui leader il "grande" condottiero ebbe non pochi conflitti. Il documento incriminato, pubblicato per la prima volta dal giornale 'Izvestia', è un telegramma cifrato firmato da Zhukov e inviato il 28 settembre 1941 dal fronte al Cremino, destinatario Gheorghi Malenkov, braccio destro di Stalin. Il Maresciallo faceva sapere di aver ordinato che potevano essere fucilati "tutti i familiari dei militari sovietici consegnatisi al nemico". Oltre che gli stessi prigionieri di guerra, se fossero mai tornati in patria. Un ordine draconiano, ancor più crudele di quello emanato da Stalin nell'agosto del '41, che prevedeva 'solo' la cancellazione di ogni sussidio economico e alimentare per i parenti dei soldati che si arrendevano. 'Izvestia' ricorda che il rigore di Zhukov durante quella terribile guerra fu leggendario: il generale Golovanov raccontava come il Maresciallo, sul fronte di Leningrado, avesse ordinato alle retrovie di mitragliare le unità russe che si ritiravano di fronte ai tedeschi. Tuttavia la maggior parte degli studiosi, mette in dubbio che Zhukov possa aver disposto la fucilazione di civili. "Non ci credo - dice lo scrittore Gheorghi Vladimov, autore di romanzi sul conflitto mondiale - Zhukov era un uomo duro, a volte anche spietato, ma aveva il senso dell'onore del soldato. E poi molti altri documenti che lo accusavano di varie colpe si sono rivelati di recente chiare falsificazioni". "I precedenti sono molti, si tratta di fandonie, di falsi", conferma lo storico e archivista Serghiei Smotrov, il quale ricorda come, dopo la guerra, il più stretto collaboratore di Zhukov fu il generale Mikhail Potapov, che era stato prigioniero dei tedeschi e che il maresciallo protesse da Stalin. Motivi per infangare Zhukov la nomenklatura sovietica del resto ne aveva a iosa. Il celebre comandante - che nelle sue memorie avrebbe poi accusato Stalin di errori politici e incompetenza militare, addebitandogli la morte inutile di migliaia di soldati russi - era troppo popolare e dopo la guerra lo stesso Stalin lo confinò al comando di una guarnigione anonima e remota. Anche Nikita Krusciov - che in un primo tempo lo usò come alleato per avviare la destalinizzazione - ne fu geloso e alla fine, nel 1957, lo estromise da ogni incarico accusandolo di "bonapartismo" e di scarsa fedeltà all'ideologia comunista. Non si può dunque escludere che qualche documento fasullo, per gettare ombre su un simile personaggio qualora si fosse ribellato apertamente al regime, possa essere stato commissionato allora. Questo, di certo, sperano le molte migliaia di russi che, nel 1995, in occasione del 50esimo anniversario della Vittoria, assistettero con orgoglio all'inaugurazione della più recente statua equestre di Mosca: quella dedicata, a pochi metri dall'imbocco della Piazza Rossa, al trionfatore di Stalingrado, l'ultimo eroe indiscusso della storia russa.

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