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Dalla Russia con amore

agente segretoI segreti della guerra fredda finiscono in tv - Di Stefano Schiavi
In un mondo in cui si riaffaccia prepotentemente lo scontro frontale tra la nuova Russia di Vladimir Putin e il blocco occidentale guidato, come sempre, dagli Stati Uniti non appare anacronistico parlare di spie e spionaggio. Del resto il caso Litvinienko e la questione missilistica statunitense in Europa hanno riportato le luci della ribalta sulle modalità operative dei vecchi-nuovi servizi di intelligence.

E tra le varie metodologie di spionaggio e controspionaggio spicca quella legata al sesso.

Sesso e spionaggio sono infatti un binomio inscindibile che affondano le radici nella notte dei tempi. All’arte amatoria utilizzata per “sciogliere la lingua” e catturare informazioni si dedicano ancora i servizi di intelligence di tutto il mondo. Primi fra tutti Cia, Mossad e l’ormai sorpassato Kgb (sorpassato nel nome ma non nei fatti ovviamente).

E proprio alla propensione alla lussuria i “vecchi” inquilini della Lubianka avevano dedicato una intera divisione di 007: la Divisione Lastovka che in russo significa “Rondine”.

A rivelare quel che si è sempre saputo un film-documentario del regista Dmitri Shtokolov trasmesso dal canale Ntv nella Russia di Putin, la spia dagli occhi di ghiaccio che oggi guida con piglio deciso quel che è rimasto dall’implosione dell’Unione Sovietica.

Compito delle “rondini”, reclutate fra gli agenti più attraenti, o fra attori e attrici, cantanti, ballerini e ballerine, e le immancabili prostitute, quello di infilarsi nei letti (nel vero senso della parola) delle possibili fonti per carpire informazioni attraverso confidenze e ricatti.

Gli insuccessi della Divisione “Rondine”

Il sesso, però, era ed è un’arma a doppio taglio perché se è vero che spesso scioglie la lingua è anche vero il contrario trasformando il concupitore in concupito. Del resto,come dice il proverbio “al cuor non si comanda”. Il che significa mandare a monte la missione e perdere un agente.

Come accadde al noto attore e seduttore russo Mikhail Kosakov, un vero tomber de femme, che il Kgb obbligò a sedurre, nonostante l’età ormai avanzata, una giornalista statunitense amica dell'ambasciatore Usa a Mosca. L’ex latin lover moscovita si innamorò realmente della donna e al momento di tradirla la avvertì con un bigliettino sul quale scrisse: "resistimi, prendimi a schiaffi. Io non posso sottrarmi, per me sarebbe la fine". Capita la situazione la giornalista assecondò le richieste di Kosakov mettendo il Kgb, che non si accorse di nulla, nella condizione di rinunciare hai “servigi” dell’attore.

Altro fallimento della Lubianka fu quello legato ad una prostituta dal nome Natasha.

Erano gli anni ’70 e la dispensatrice di sesso a pagamento, come tante altre sue colleghe sovietiche, aveva già prestato le sue grazie alla causa bolscevica in cambio di operare senza problemi e la possibilità di fare acquisti nelle “Biriovske” i vitatissimi negozi riservati agli stranieri e alla nomenclatura politica e militare del Cremino.

Natasha venne spedita a Parigi per sedurre un agente dei servizi francesi ma il fascino dell’uomo ebbe la meglio, e la donna si mise a fare il doppio gioco divenendo un agente francese infiltrata nei servizi dell’intelligence sovietica. E fu talmente abile che in seguito venne reclutata anche dal Mossad israeliano.
Oggi vive a Parigi, libera e benestante.

Tra le maglie della Divisione Rondine cadde anche il regista Andron Koncialovski. Il noto cineasta voleva sposare una donna francese, così il Kgb gli promise il permesso di espatrio in cambio di collaborazione. “Fui convocato alla Lubianka ma rifiutai di cooperare - racconta Koncialovski - eppure per anni mi portai addosso l'etichetta di spia. Ricordo che Simone Signoret non volle lavorare con me perché credette a quelle voci”.

Nella Divisione Rondine era attiva anche una sezione particolare dedicata agli omosessuali. Agenti gay vennero infiltrati negli Usa ed uno di loro riuscì a coinvolgere in una relazione un ufficiale della Cia.
Alla Lubianka pensarono di aver fatto il colpo grosso ma non avevano calcolato la differenza dei costumi che fece la differenza. Se in Russia l’omofobia era un problema in negli Stati Uniti no. Così, quando l’agente del Kgb si presentò dall'ufficiale della Cia con fotografie giudicate dai russi compromettenti, l’ufficiale statunitense si mise a ridere. E lasciando di sasso la Rondine sovietica disse: “volete ricattarmi con queste? Ma nel mio reparto lo sanno tutti che preferisco gli uomini, cosa volete che me ne importi”.

 I successi del Kgb
Fra i maggiori successi delle “Rondine”, ci fu il reclutamento, avvenuto negli anni '50, della moglie di un primo ministro norvegese che cadde nelle braccia del prestante tenente del Kgb, Biliakov. E doveva essere decisamente un bel giovane dal momento che la donna “cadde” in sole 48 ore.

Galeotto fu un viaggio turistico a Ierevan, in Armenia. La signora cedette le sue grazie sui sedili dell'auto, ma non si rese conto che si trattava di una trappola. Venne ovviamente fotografata dal Kgb che gli “presentò il conto” al suo rientro in Norvegia. A chiedere di essere pagato per i suoi servigi fu lo stesso Biliakov, nel frattempo accreditato in tutta fretta all'ambasciata sovietica a Oslo.

“Non volle firmare impegni scritti, ma promise collaborazione, e in effetti la diede per alcuni anni”, ricorda il seduttore.

Per un colpo riuscito c’è sempre il suo contrario. A farne le spese un marine statunitense di guardia all'ambasciata sovietica che venne irretito verso la metà degli anni '80 da una dipendente dell'Updk, l'ente sovietico che forniva servizi a diplomatici e stranieri. Scoperto dal controspionaggio di Washington, è stato condannato a 30 anni di reclusione.

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