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Il Libano nella storia

Posizionedi Federico Gentile
Il Libano è uno dei paesi più moderni e sviluppati di tutto il Medio Oriente, e sicuramente il più ricco nell’area Levantina; tristemente noto per la sanguinosa guerra civile che lo ha martoriato per oltre dieci anni (1975-1986) e per il conflitto Israelo-Libanese (2006), dei quali non andremo ad indagare le cause, è oggi un paese che sta cercando faticosamente una pacificazione nazionale.

Da sempre punto d’incontro tra culture e religioni diverse, al di là delle strumentalizzazioni e delle pressioni esercitate dagli stati confinanti sulla politica interna Libanese, può essere considerato ancora oggi un esempio di convivenza tra comunità diverse. Oggi in Libano sono riconosciute ufficialmente diciotto confessioni religiose diverse, il che sorprende se si pensa alle dimensioni ridotte del Paese ed al numero degli abitanti che non superano i 4 milioni. La sua posizione geografica e la particolare conformazione orografica, ne hanno fatto da sempre uno dei luoghi più contesi della storia dell’umanità. Il Libano è bagnato ad est dal Mar Mediterraneo per circa 250 Km e confina a sud con Israele (Palestina) e ad ovest e nord con la Siria; al suo interno è tagliato longitudinalmente da due catene montuose (Libano e Antilibano) tra le quali è adagiata la fertilissima valle della Beqaa (altopiano a circa 800 m di altitudine). Le prime frequentazioni umane della regione si perdono nella notte dei tempi e gli insediamenti urbani sulla costa sono tra i più antichi al mondo. Le grandi civiltà che vi si sono succedute sono state per innumerevoli aspetti il crogiuolo ed il volano della cultura mondiale, basti pensare ai Fenici che sulle coste del Libano svilupparono la scrittura alfabetica, Geografiacome esito ultimo del protocananaico e dell’ugaritico (Ugarit, Siria). Composto di 22 segni, l’alfabeto Fenicio traduceva un idioma nord semitico che inizialmente aveva suoni consonantici; solo in seguito, in epoca arcaica Punica, i segni consonantici iniziarono a segnalare la presenza di determinate vocali. I caratteri fenici furono poi adottati, con modificazioni e adattamenti, da altre popolazioni quali: Aramei, Ebrei, Filistei, popoli della Transgiordania e Greci, dando vita rispettivamente all’Aramaico, all’Ebraico, all’Arabo ed al Greco. Dal Greco avrà origine l'alfabeto cirillico, utilizzato in Europa orientale e probabilmente in tutta l'Asia russa. Tramite l'etrusco, nascerà l'alfabeto latino, portato dagli Europei dell'Ovest nel mondo intero; l'alfabeto aramaico, sarà la fonte dell'alfabeto ebraico -definito «quadrato»-dell'alfabeto arabo e delle scritture dell'India. I Fenici erano una popolazione autoctona, essi stessi si definivano cananei (abitanti di Canan, regione geografica che abbraccia l’intera fascia costiera levantina comprendendo parte della Siria, il libano, Israele e la Palestina), ed il nome Fenici gli fu dato dai Greci; Omero definisce Phoinikes, (termine che potrebbe derivare da Phoinix -“rosso porpora”-) gli abitanti di Phoiniche, la regione appunto dove si produceva la preziosa porpora. È tuttavia interessante notare come anche il termine “cananei”, attestato già negli archivi di Ebla del III millennio e poi nell’Antico Testamento, sia spesso in relazione con un altro temine accadico, “kinakhkhu “ che definiva il color porpora, ed da cui forse deriva il termine stesso di cananei. Sempre in Omero e nell’Antico Testamento sono definiti talvolta come “sidoni”, soprattutto all’inizio del I millennio (a.C.) quando la città di Sidone ebbe un ruolo egemone su le altre città stato cananee. 

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