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Siria, culla di civiltà ma anche del Cristianesimo

Alfabeto cuneiformeDi redazione
La Siria
, in questi ultimi mesi, è divenuta tristemente famosa per la guerra civile che la sta martoriando. Eppure si tratta di una delle zone in cui troviamo la culla dell’umanità. Una terra che affonda le proprie radici nell’Eufrate. Terra di antiche civiltà, dei primi alfabeti, di tavolette cuneiformi, di regni incredibilmente ricchi e prosperosi, regni governati da donne bellissime come Zenobia, regina della mitica Palmira, un’oasi verde in mezzo al deserto siriano. Ma anche culla del Cristianesimo per la prossimità con la Palestina e con Gerusalemme, centro delle tre grandi religioni monoteiste.

In Siria troviamo luoghi importanti per la cristianità, da San Simeone, luogo particolarmente “gradito” agli stiliti a Santa Tecla a Maaloula (l’antica Calamona) l’unica città al mondo dove si parla ancor al’aramaico antico, la lingua di Gesù, alla casa di Anania a Damasco, al Sacrario di San Giovanni Battista sita all’interno della Moschea degli Ommayadi, ai castelli dei Templari. Non è quindi un caso che in Medio Oriente che quella siriana sia la comunità cristiana più importante che esista.

La cristianità siriaca

Calamona era l'antico nome della regione durante l’estensione dell'Impero Romano in Medioriente. Si trattaMaalula, tra le montagne del Qalamoun di una grande catena montuosa semi/desertica, funzionante tutt'ora come grande bacino idrografico della zona, capace di dissetare l'intera città di Damasco. La catena montuosa del Qalamoun ha da sempre avuto una valenza straordinariamente sacra per la Siria centrale per tanti motivi, non ultimi: la presenza di elementi naturali come le numerose sorgenti d'acqua e le innumerevoli caverne che hanno favorito l'insediamento di luoghi di culto fin dall’epoca arcaica. Con il consolidamento della presenza romana e “l’istituzionalizzazione” della via carovaniera da Homs a Damasco, passante proprio per le falde del Qalamoun, si gettarono le basi per l'urbanizzazione della zona. Nacquero così centri come Qara, Calamona (l’odierna Maaloula), Yabroud, Saidnaya e Nebek, futuri e fondamentali centri delle comunità cristiane del Qalamoun. All'indomani della conversione di San Paolo, la regione del Qalamoun registrò l'arrivo degli anacoreti, la prima forma monacale della cristianità. Giunse così in Siria il più antico modello insediativo di architettura monasteriale: le laure. Si tratta di un modello sviluppatosi in Palestina con molta probabilità tra il I ed il II secolo, costituito da un sistema di grotte funzionanti come celle che permettevano la vita eremitica in pieno deserto. A Maaloula, a Deir Mar Musa e presso Yabroud sono ancora visitabili esempi importanti di queste architetture rupestri degli anacoreti.

Cattedrale di YabroudMa il Qalamoun è stato capace di conservare nel tempo anche grandi complessi cultuali di straordinaria importanza per la storia della cristianità mediorientale. La Cattedrale di Yabroud, le antiche chiese di Maaloula, Mar Tuma, il convento mariano di Saidnaya ed altre ancora, sono tutte architetture paleo-cristiane costruite direttamente su templi di età ellenistico-romana.

Visitarle, si spera presto vista la guerra in corso, significa apprezzare dal vivo la diretta continuità cultuale che è esistita tra cristianesimo e paganesimo nel Jabal Qalamoun, che è poi continuità che esiste un po’ in tutto l’Occidente. Esempio illuminante è il famoso altare di Mar Sarkis a Maaloula, forse il più antico altare cristiano del mondo, ancora portante le forme di quell'altare pagano abolito ufficialmente nel IV secolo col Concilio di Nicea. Ma il patrimonio architettonico siriano fu ulteriormente arricchito nei secoli dalle comunità monastiche locali con importanti esempi di pittura sacra.

Altro aspetto caratteristico della dimensione cristiana della regione è costituito dalla presenza di importanti monasteri. Durante tutto il Medioevo, dal VI all’XI secolo, la regione fu scenario di significative costruzioni anche su effetto dell'azione di importanti eremiti come San Mosè l'Abissino e San Giacomo il Mutilato a Qara. Gli affreschi di Deir Mar Musa come quelli di Qara testimoniano ancora oggi l'alto profilo culturale e simbolico dell'iconografia conosciuta presso il Qalamoun grazie all'azione dei monaci siri.

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