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Il Tesoro segreto dei Templari (Seconda Parte)

Sigillo templare in ceralacca di Michele Pusino
“…I templari c’entrano sempre…”, recita Umberto Eco nel famoso libro Il Pendolo di Foucault , anche nel nostro caso girando e spaziando nella storia, torniamo sempre a parlare di loro.

Nell’articolo precedente abbiamo affrontato l’ipotesi critica di una nuova interpretazione del Cristo e del Cristianesimo in rapporto con il presunto segreto Templare, soprattutto i dubbi storici, giammai dogmatici, sulla Sua morte crocefisso e poi risorto; nella presente trattazione è di rigore districarsi nelle teorie a riguardo della gioventù di Gesù Nazareno, così controversa e mal documentata, per giungere nuovamente ad i nostri Templari.

La giovinezza del Cristo

Dalla lettura dei Vangeli canonici non si ricavano notizie a riguardo degli anni della adolescenza e maturità di Gesù, fino ad una età probabile di 28 anni in cui, citando i Vangeli, torna nella sua terra natia per diffondere il Verbo Divino… E’ curioso il termine “torna”, dove era andato, da dove torna?

La fuga in Egitto avvenne veramente?Sappiamo che la Sacra Famiglia, quando Gesù aveva tre o quattro anni, fu costretta a fuggire in Egitto per ripararsi dalle persecuzioni che si svolgevano in quel tempo ad opera di Erode il Grande ( Matteo 2,1-16 )… Ma la “strage degli innocenti”secondo fonti storiche, pare non sia mai avvenuta all’epoca in cui Gesù Cristo era un bambino di pochi anni, forse proprio mai compiuta se vogliamo sfogliare le pagine di Giuseppe Flavio storico dell’epoca. Quindi, probabilmente, Gesù trasferitosi in Egitto ebbe ad imparare dei segreti e delle pratiche misteriche-esoteriche egiziane ( forse?). Non fuggì dunque in Egitto come bimbo rifugiato insieme ad una famiglia bisognosa di protezione? Forse l’intento era quello di avvalorare la antica profezia biblica del Libro di Geremia, quindi un ritocco postumo.

Da fonti storiche risulta che gli insegnamenti del giovane Cristo portarono alla costituzione della Chiesa copta e sono stati individuati i resti dell’abitazione e dei luoghi in cui la Famiglia ha soggiornato (chiesa dei Santi Sergio e Bacco ad Abu Serghis). Secondo gli apocrifi vi son testimonianze di prodigi ed incontri particolari, come con i due ladroni che finiranno in croce accanto a lui.

Poi come novello Mosè (Mosè era un egiziano seguace di Akhenaton e del suo monoteismo) torna alla terra natia per riportare sulla retta via il popolo amato. Dalle documentazioni, tuttora dubbie e aperte ad ogni critica, esistono teorie particolari di cui ne parla (siamo nel biennio 1886-87) il dottore e giornalista Nicolas Notovich, il quale durante un viaggio nel Ladakh (piccolo Tibet) lesse un testo nel monastero di Hemis, di un soggiorno di Gesù in India, Persia e ritorno in Palestina all’età di 29 anni. Seguendo la Teologia classica dovremmo inquadrare tali viaggi, come studio e preparazione del futuro Rabbì, non come altre fonti sospettano e teorizzano in seguito alla sopravvivenza del Cristo al supplizio della Croce. Potrebbero esserci, dunque, delle analogie tra il monoteismo di Gesù Cristo ed i suoi valori con derivazioni Buddhiste o Vediche, e anche con la religione di Zoroastro. Ovviamente non si può pretendere di affrontare un discorso così particolare in quest’ambito; quel che è rimasto, in fondo, è poca cosa e si tratta anche di tradizioni orali degli Indiani musulmani secondo i quali Issa o Yuz Asaf ( Gesù Cristo ) avrebbe soggiornato in Tibet (dopo aver superato la crocefissione!) ed ivi sarebbe morto, come testimonia la tomba a Srinagar (Roza Bal o tomba del profeta) recentemente restaurata. La tradizione recita che sul sito della tomba a Roza Bal vi siano un Santo musulmano del medioevo, Syed Naseerudin, ed un predicatore carismatico giunto il 30 D.C da Israele: Yuz Asaf. Inoltre a sostegno della tesi del viaggio compiuto post-crocefissione si parla della tomba di Maria, in viaggio verso il Tibet, che si troverebbe in Pakistan in una zona detta Murree. Eppure di Roza Bal si hanno testimonianze già dal 120 d.c. come sito tombale.

L’origine dei Kashmiri e dei Pashtun Afghani risale al 720 A.C. così come quella delle dieci tribù di Israele perdute, a cui Gesù si sarebbe congiunto successivamente, e avrebbe studiato in giovane età! Il sarcofago di Roza Bal ha la tipica esposizione giudaica Est-ovest, con una pietra scolpita in cui vi sono dei piedi raffigurati feriti come da chiodi, in una zona ove non risultano crocefissioni! Nella presente analisi dobbiamo citare anche la figura particolare e storicamente controversa di Mosè, profeta per molte religioni tra cui la musulmana, ebraica, ed egiziana. Nato sotto il regno del Faraone Akhenaton ed 

Iscrizione dedicata da Pilato a Tiberio, trovata a Cesarea in Palestina

amico di Ramses, ne tratteremo approfonditamente in altro capitolo, ma è importante pensare che era un Ufficiale egiziano che combattè in Etiopia, che era cresciuto alla corte del Faraone ed era magari depositario di segreti e poteri del tutto particolari che mise in pratica successivamente: la sua tomba pare sia situata tra Pakistan ed Afghanistan.



Come possiamo notare si contrappongono tradizioni orali Indiane e testi sacri Neotestamentari. I primi fanno presumere ad una fuga di Issa ( Gesù il Cristo) dopo esser sopravvissuto (risorto) al supplizio comminato, secondo Vangeli canonici, dai Romani, secondo gli apocrifi dai Giudei, che avrebbero anche insistito con Giuda Iscariota per il tradimento e le accuse successive. Il Nuovo Testamento recita la versione Sacra che tutti i Cristiani accettano attualmente.

Dalla lettura di Apocrifi è invece interessante osservare come traspaia una lettera di “punizione”dell’Imperatore Tiberio nei confronti di Pilato, per aver ucciso il Nazareno e magari fatto sparire il corpo onde evitare pellegrinaggi e sommosse popolari dei Giudei, come a testimonianza della stima che l’Imperatore Romano avesse nei confronti del condannato… il che risulta essere molto strano! Difficile pensare che un Imperatore romano potesse avere “stima” di un giudeo.

Inoltre leggendo un resoconto di Giuseppe di Arimatea, esseno e facente parte del Sinedrio, sembra leggere un rapporto testimoniale indirizzato all’Autorità Giudiziaria, molto calibrato e dettagliato, in cui si sottolinea che la condanna ingiusta veniva sancita dai Giudei per aver rubato le leggi di Mosè e la Verità, come un atto di integralismo giudicante il blasfemo Gesù…ma che fine fece Giuseppe di Arimatea? Secondo le voci tradizionali e la Cristianità avrebbe seppellito il Nostro Signore, rivestendolo con la Sindone e raccogliendo il suo sangue…ecc.

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