Get Adobe Flash player

A 700 anni dalla morte di Jacques de Molay si compirà la maledizione dei Templari? Finirà la Chiesa cattolica?

di Stefano Schiavi

sigillo-templareNon Nobis Domine Non Nobis Sed Nomini Tuo da Gloriam…. Un motto, un canto che il 18 marzo prossimo si eleverà alto, forte, imperioso nella notte parigina.

Una notte importante e particolare dove, da tutta Europa, all’ombra della Chiesa di Notre Dame arriveranno uomini e donne che credono ancora nel messaggio dei Poveri compagni d'armi di Cristo e del Tempio di Salomone, più comunemente conosciuti come... Templari.
Sarà un giorno particolare carico di magia, risentimento mai sopito, credenze cristiane miste a paganesimo e ad islamismo. Ma sarà, soprattutto, la notte di Jacques de Molay, l’ultimo (almeno ufficialmente) Gran Maestro dei Templari. E sì perché in quella triste e terribile notte di 700 anni fa,  la Chiesa di Roma, rappresentata direttamente daClemente Vl Papa Clemente V, (al secolo Bertrand de Gouth, un Papa marionetta manovrato da Filippo il Bello, passato alla storia per due gravissimi fatti che hanno caratterizzato il cattolicesimo in maniera negativa come l’aver soppresso l'ordine dei Templari e per aver trasferito, su spinta di Filippo il Bello, il Trono di Pietro da Roma a Carpentras, in Francia, nel 1313 un anno prima dell’assassinio di De Molay), decretò la morte di Jacques de Molay e la cancellazione definitiva di un Ordine religioso-militare divenuto troppo potente e ricco e, soprattutto, in possesso dei debiti del re di Francia e della stessa Chiesa di Roma.
Un potere sovranazionale che di fatto controllava i suoi controllori, temporali e spirituali, questa la vera ed unica colpa dei Templari. Cosa non di poco conto.
La sera del 18 marzo 1314, quindi, per volere di un Papa burattino e di un re senza pudore, infido, detto anche il falsario, uomo spregevole e, soprattutto, oberato dai debiti di guerra, si metteva fine a 196 anni di storia, di potere e di ricchezze accumulate. Erano sette anni, cioè dal 1307, che Filippo il bello cercava di strappare all’ultimo Gran Maestro templare e al nobile Goffredo di Charney, il segreto del Tesoro che era improvvisamente scomparso poche ore prima dell’inizio dell’operazione che, in gran parte dell’Europa, aveva portato all’arresto dei monaci guerrieri.
Un tesoro enorme di cui si sono perse le tracce. Da allora la leggenda continua a vivere a dispetto dei secoli e degli uomini. De Molay portò con se sul rogo, allestito su quella che era comunemente conosciuta come l’isola dei Giudei, a Pont Neuf, ex giardino del Convento dei Carmelitani, davanti la residenza del re di Francia Filippo IV, il segreto dei segreti perché in quel tesoro, secondo la leggenda, ci sarebbe anche il mitico Santo Graal. Portò con se il segreto (probabilmente affidato ai cavalieri che portarono il tesoro templare, a quanto si De Molay condotto al Rogodice, una parte a La Rochelle dove era ancorata la flotta dell’Ordine, e di li in Scozia, e una parte sui Pirenei), ma lanciando 4 terribili anatemi, o maledizioni che dir si voglia. Rivolgendosi a Papa Clemente V, capo della Chiesa e di fatto dell’Ordine stesso, gli disse: "Tu morirai entro 40 giorni", e Clemente V morì 33 giorni dopo. Poi passò al Re di Francia, Filippo IV detto il Bello, al quale disse: "Tu morirai entro la fine del 1314", e Filippo il Bello morì il 29 Novembre 1314. Ma non si fermò al presagio di morte per il solo Filippo perché estese l’anatema a tutta la Monarchia Francese, e disse: "La casa reale Francese cadrà definitivamente entro la 13° generazione da Filippo IV", e Luigi XVI fu il 13° discendente di Filippo IV e ultimo Re di Francia. Infine torno a rivolgersi alla Chiesa Romana dicendo: "Il Papato terminerà entro 700 anni dalla mia morte".
Ora, che si creda o meno a maledizioni, fantasmi, anatemi, esoterismi, vendette etc, etc… resta il fatto che 3 su 4 di queste maledizioni sono andate “a segno”. Anzi c’è di più perché, oltre alle morti eccellenti c’ ne fu un’altra non meno importante, quella della vera anima nera del complotto ordito dal re di Francia: Guglielmo di Nogaret, l’uomo già  protagonista del celeberrimo “schiaffo di Anagni” e che fu colui che mise in piedi tutte le accuse, false, presentate durante il processo contro i templari.
E la quarta? L’ultima, la più terribile per il mondo della Cristianità, anzi del Cattolicesimo, potrebbe compiersi a breve perché i 700 anni scadono proprio il 18 marzo 2014.
Sarà come il 21 dicembre 2012 dei Maya? Oppure accadrà realmente qualcosa di sensazionale per il soglioSan Pietro pontificio? In fin dei conti la Chiesa di Roma sta vivendo un momento strano, particolare, storico, due Pontefici alla guida della Chiesa di Pietro. Mai era accaduto in 2000 anni di  cristianità. Due pontefici, due pontifex costruttori di “ponti” tra il terreno e lo spirituale tra la terra e il cielo ma anche tra la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Del resto il vero Papa è ancora Benedetto XVI perché Francesco si è ben guardato dal definirsi Papa ma ha sempre detto di essere il Vescovo di Roma. E’ la stessa cosa in fondo si dirà. Forse, potrebbe essere ma nel linguaggio della Chiesa tutto ha un senso, spesso non compreso dai credenti. Una questione su cui torneremo più avanti.

Le testimonianze

Ma sono state veramente lanciate queste maledizioni? A quanto pare sì. A venirci in aiuto giungono le parole di Goffredo di Parigi, che assistette alla morte di Jacques De Molay e del nobile Charney. “Il Gran Maestro, quando vide il fuoco acceso, si spogliò senza esitazioni. Riferisco come lo vidi. Egli si tolse gli indumenti, esclusa la camicia, lentamente e con aspetto tranquillo, senza affatto tremare, sebbene lo spingessero e lo scuotessero molto. Lo presero per assicurarlo al palo e gli legarono le mani con una corda, ma egli disse ai suoi carnefici: almeno, lasciatemi congiungere un po’ le mani e dire a Dio la mia preghiera, poiché questo ne è il momento, essendo in punto di morte; e Dio sa, ingiustamente. Ma accadranno ben presto disgrazie a coloro che ci condannano senza giustizia. Dio vendicherà la nostra morte; muoio con questa convinzione. Quanto a voi, Signore, rivolgetemi la faccia, vi prego, verso la Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo (la Cattedrale di Notre Dame de Paris ndr)”. Gli fu concessa questa grazia e la morte lo prese così dolcemente, in questo atteggiamento, che ognuno ne restò meravigliato”
Molte altre cronache dell’epoca riportano che De Molay avrebbe pronunciato, rivolto a Filippo IV e al Papa Clemente V: “Davanti a Dio intimo a Filippo il Bello e Clemente V di comparire davanti a lui entro un anno da oggi”.
Dante e i gironi infernaliLo stesso Sommo poeta, Dante  Alighieri parlando di Filippo il Bello e di Papa Clemente, ponendoli nell’Inferno nel girone dei simoniaci (canto XIX, 83) scrisse: “…chè dopo lui verrà di più laida opra,( dopo Papa Bonifacio VIII quindi Clemente V) di ver’ ponente, un pastor sanza legge. Nuovo Iasón sarà, di cui si legge ne’ Maccabei; e come a quel fu molle suo re, così fia lui chi Francia regge” (Filippo il Bello).

La vera fine dei maledetti da Jacques de Molay

Ma come morirono realmente gli assassini del Gran Maestro Templare? Al di la della leggenda la storia sembra essere abbastanza chiara ferme restando le “strane” coincidenze con gli anatemi lanciati da de Molay dalla pira mentre ardeva. Anatemi che non devono essere considerati necessariamente di “natura sopranaturale” ovviamente. Anzi probabilmente la mano è sempre umana. Un vendetta templare in piena regola.
Clemente V morì improvvisamente a Roquemaure-Gard a soli 33 giorni dai fatti dell’isola dei giudei. Era il 20 aprile del 1314; le cronache del tempo affermano che il Papa morì di dissenteria, a causa di un’indigestione, ma qualcuno riporta la testimonianza del Papa sul letto di morte con i lineamenti deformi e la lingua nera: Era stato avvelenato? Probabilmente sì.
Filippo IV il Bello morì anche lui improvvisamente a Fontainebleau. Era il 29 novembre 1314, otto mesi dopo ilFilippo il bello re di Francia rogo parigino. Morte accidentale riportano le cronache, avvenuta in seguito alle conseguenze di una caduta da cavallo accorsa mentre partecipava ad una battuta di caccia. Cadde da solo? La caduta fu provocata? Chi può dirlo? Di certa c’è solo la morte avvenuta entro l’anno così come aveva predetto il Gran Maestro templare.
Infine Guglielmo di Nogaret. In realtà l’anima nera del complotto fu il primo a morire. Un anno esatto prima dell’esecuzione della condanna a morte di de Molay e Charney: marzo 2013.
Fu mano templare? Fu vendetta di palazzo? Fu lo stesso Filippo il Bello che decise di eliminare un potenziale testimone scomodo? Nessun può dirlo perché in quel periodo morire era estremamente facile soprattutto se si era alla corte di un re o un imperatore. Certo è che anche la sua morte, benché avvenuta prima, lascia molti sospetti aperti.

Ma chi erano realmente Clemente V e Filippo IV?

Per capire i personaggi va inquadrato il periodo storico di cui entrambi furono, in negativo, gli attori principali in una Europa dilaniata dalle lotte intestine così come lo erano sia la corte francese che quella pontificia. La decadenza dei costumi dilagava come la peste, la Terra Santa era perduta, i traffici commerciali con l’Oriente interrotti. Uno scenario apocalittico in cui Parigi, alle prese con i debiti e le casse vuote dopo la guerra per la conquista delle Fiandre (per altro finita male dopo la “battaglia degli speroni” persa nei pressi di Courtai, e di qui l’idea di prendere il tesoro templare probabilmente), cercò di giocare il tutto e per tutto andando ad “infilarsi” nel gioco delle “elezioni” pontefice confidando sul gran numero di cardiali francesi presenti nei conclave. Clemente V fu quindi il risultato delle manovre di palazzo francesi. Ma Filippo IV non si accontentò della sola nomina ma ordì di più attirando su di lui e su Clemente V le ire del mondo cattolico primo fra tutti quello romano.
Cardinali rinchiusi in Conclave nel medioevoMai Papa fu più odiato (forse più di lui lo fu Bonifacio VIII, se non altro da Filippo IV con il quale si scontrò violentemente sia a colpi di scomunica sia con le armi anche se non direttamente) e disprezzato.
Considerato, e lo era, un simoniaco (come un po’ tutti i Pai di quel periodo) “soffriva” di una vera e propria smodata avidità che lo portarono in poco tempo ad accumulare grandi ricchezze personali utilizzando ogni tipo di metodo lecito o illecito che fosse. Di certo non degno del vicario di Cristo in terra. Oltre che simoniaco fu un grande nepotista eleggendo a importanti cariche politiche e clericali molti suoi familiari. Eppure, nonostante questo, era inviso anche ai suoi stessi familiari che non esitarono a “lanciarsi” sui beni lasciati dal pontefice alla sua morte fin dai primi minuti del decesso. Prova ne è che il suo cadavere, composto nel letto, prese fuoco per la sbadataggine, ma c’è chi dice anche per la foga nel dividersi finanche i vestiti, di un servo che fece cadere una candela accesa appiccando il fuoco alle lenzuola, che avvolse il corpo del Papa. Morì realmente di dissenteria? Difficile da credere anche perché erano in molti, e a tutti i livelli, gli amici dei Cavalieri Templari….Più facile che sia morto a causa del veleno.

la morte di Filippo il BelloPer quanto riguarda Filippo IV detto il Bello ma anche il falsario, che fosse uomo duro, arrogante, spregevole e malevolo lo si era visto anche durante la lunga “guerra” intrapresa contro Papa Bonifacio VIII che lo portò addirittura a mettersi dalla parte, ovviamente post mortem, di Celestino V il Papa del gran rifiuto ma “amico fidato” dei Templari. Come quasi tutti i libri e le cronache dicono, il re francese morì a causa delle conseguenze di una caduta da cavallo durante una battuta di cacci. Quasi tutti dicevamo perché, al di la della seconda coincidenza con la maledizione lanciata a de Molay, qualche studioso e qualche libro sono in realtà molto fumosi sull’accaduto come a coprire qualcosa, o forse qualcuno, che avrebbe dato una mano al compiersi del destino già segnato dalla maledizione. La cosa è possibile se non addirittura probabile vista anche la lunga serie di sciagure che nel tempo ha segnato la monarchia francese, proprio come affermato dal Gran Maestro templare morente.
Andiamo per ordine. Due anni dopo la morte di Filippo, a soli 27 anni, mori Luigi X detto l’attaccabrighe, figlio di Filippo ed erede designato al trono di Francia.Lasciò la moglie in attesa dell’erede al trono, Giovanni I, detto il Postumo che dopo nato visse solo 5 giorni. Una morte improvvisa, molto sospetta. Gli successe lo zio Filippo V detto Il Lungo ma anche lui morì preso e giovane: nel 1322, a 29 anni, ed anch’egli in maniera oscura, cinque mesi di malattia e morì senza lasciare eredi. Il successore fu Carlo IV morì invece a 34 anni senza lasciare eredi maschi per il trono: Era l’ultimo re di stirpe Capetingia. La maledizione di Jacques de Molay e dei Templari era quindi giunta alla fine? Pare di no perché alla morte dell’ultimo dei Capetingi si aprì una guerra tra Francia e Inghilterra che durò cento anni (per l’appunto la Guerra dei cent’anni) e che coinvolse i due nipoti di Filippo il Bello, entrambi pretendenti al trono: Filippo di Valois, figlio di Carlo di Valois, ed il re d’Inghilterra Edoardo III, figlio di Isabella di Francia. Una guerra fratricida dunque che terminò con la cacciata degli inglesi da tutti i possedimenti in Francia (tranne Calais che fu conquistata dai francesi solo a metà del 1500).
Resta poi la leggenda sull’ultimo re di Francia, per l’appunto il tredicesimo discendente di Filippo IV, Luigi XVI. Il re travolto dalla rivoluzione francese e ghigliottinato su pubblica piazza.
La leggenda vuole che dopo che Sanson lo ebbe decapitato, un uomo abbia sollevato la testa del re e abbia gridato “Jacques de Molay sei stato vendicato”.

Sarà vero? E’ possibile? Tutto può essere, la storia dell’umanità ci insegna molto specie la storia segreta che è poi quella più reale anche se la meno apparente. Di certo ci sono tanti indizi e nessuna prova concreta, tante leggende alimentate dai secoli e dagli uomini. Ma è pur vero che nel corso delle indagini tanti indizi formano una prova ed è pur vero che tanta sabbia, nebbia, polvere e pietre sono state accuratamente disposte sulla storiaTemplare Sindone dei Templari. Di certo qualcuno dovrà pur sapere che fine hanno fatto i tesori templari perché una fortuna immensa come quella accumulata non sparisce nel nulla. Così come non spariscono centinaia di cavalieri sparsi per tutto il mediterraneo (come si sa ad esempio in Portogallo si trasformarono sotto impulso del re, nello “Ordine del Cristo” mentre in Spagna si trasformò nello “Ordine di Montesa” sempre per volere del re che impedì così che i beni dei Templari finissero nelle casse dei Cavalieri Ospitalieri così come decretato nella bolla papale Vox in Excelso del 1312.
Nessun gruppo, regno, esercito, ordine, specie se come quello dei Templari fortemente radicato nel tessuto sociale europeo e non solo, sparisce nel nulla se non per sua scelta. E questo sottintende che prosegue in maniera sotterranea, clandestina, segreta. Lo insegna la storia dell’uomo. Non c’è nulla di così strano o di complottistico. E’ insito nell’essere umano. Ci sono i vincitori che operano alla luce del sole e ci sono gli sconfitti che non si arrendono ed agiscono nell’ombra, magari integrandosi nella società, anzi soprattutto integrandosi nulla società per meglio coprirsi. Aiutati, questo sicuramente, nel mantenere vivo nei secoli il ricordo di quello che fu soprattutto dalle leggende che, come tutti sappiamo, hanno sempre e comunque una base di verità seppur minima.

L’ultima Profezia: la fine della Chiesa di Roma?

Benedetto XVI e  FrancescoOvviamente è tutto da intendersi su cosa vuol dire la fine della Chiesa cattolica. Probabilmente, anzi è certo perché sotto gli occhi di tutti, qualcosa di grande sta accadendo all’interno del Vaticano e nemmeno tanto in segreto. La presenza di due Pai, dicevamo, non è solo anomala ma da adito a molte interpretazione specialmente se uno dei due, il nuovo, colui che ha preso unico fino ad ora, il nome di Francesco, il fustigatore della Chiesa medievale, quella simoniaca, nepotista, dei lussi e degli sprechi, delle famiglie nobili, delle guerre e delle vendette. Oggi Francesco sta facendo la stessa rivoluzione non dal basso ma direttamente dal vertice supremo. Ha rovesciato la piramide e non si fa chiamare Papa bensì Vescovo di Roma. Di fato non c’è nessuna differenza perche i due termini sono sinonimi. Ma la presenza di un “Papa emerito” sembra quasi aver imposto a Francesco questa scelta: Probabilmente non è nemmeno così, ma le parole in Vaticano hanno una valenza particolare specie sulle cariche.
Una delle motivazioni potrebbe essere, e sottolineo potrebbe essere perché non sono certo un teologo, che Francesco o Bergoglio che sia non è Vicario di Cristo in quanto, secondo taluni, l'investitura dello Spirito Santo rimane a vita almeno che il Papa che ha ricevuto tale investitura non muoia. In questo caso, quindi, il Vicario di Cristo rimarrebbe Benedetto XVI ma non Vescovo di Roma perché nelle dimissioni si parla di “rinuncia al ministero di Vescovo di Roma” pur rimanendo vescovo in virtù della consacrazione episcopale.
A questo punto sorge la domanda: ma possono esistere due Vicari di Cristo? Questa dicotomia a cosa porta e,Jaques de Molay soprattutto, cosa comporta? Stiamo assistendo anche ad una presenza più assidua di Benedetto XVI sulla scena vaticana, che significato ha? E, soprattutto, tutto questo ha a che fare o avrebbe a che fare con il quarto anatema di Jacques de Molay?
Domande di cui non abbiamo risposta. Possiamo solo vedere cosa accadrà il 18 marzo prossimo o cosa è accaduto dopo il 18 marzo. Probabilmente non accadrà nulla, esattamente come il 21 dicembre 2012 dei Maya. In fondo il Gran Maestro dei Templari può accontentarsi di 3 su 4…. Una sola cosa è certa in tutto questo, la leggenda dei Templari continuerà ad essere tale ancora per molto tempo alimentando sogni, speranze, illusioni e tanta, tanta ricerca.

Italian English French German Spanish
L'Associazione "I Viaggi Nella Storia", che ha come scopo quello di sviluppare e diffondere la cultura dei viaggi intesi come arricchimento culturale, sociale e storico, anche un importante veicolo per la diffusione, attraverso le nostre rubriche, della cultura storica, delle tradizioni culturali, dell'archeologia, degli eventi storici,delle curiosit e dei misteri storici, degli approfondimenti storici, delle leggende e dei miti, dei ricordi di famiglia, delle recensione di libri, dei quaderni storici e dei quaderni archeologici, delle mostre e degli eventi, dei reportage di storia antica e moderna, dei dossier e delle ricerche storiche.