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Il Santo Graal, aspetti Alchemici ed Esoterici

Wolfram von Eschenbach, ritratto da cavaliere nel Codex Manesse.di Michele Pusino
Nel Parsifal di Von Eschenbach, l’immagine di riferimento del Graal viene rappresentata sotto forma di una pietra, chiamata lapsit exillis, della forma e proprietà più pura che esiste, soprattutto dalle speciali capacità “curative” e “miracolose” tanto da garantire per colui che lo ammira la sopravvivenza per duecento anni…

Tale interpretazione apre l’occasione di riflettere sulla eventuale possibilità di un legame tra la pietra miracolosa ed il culto Zoroastrico Indiano, da cui nella parola Parsifal, il Parsi, rappresenterebbe la popolazione di origine Persiana che insediatasi nel continente indiano ha professato lo zoroastrismo nell’intento di preservare la loro integrità originaria. Fal, come termine conclusivo di Parsifal, riporta alla mitologia celtica di una potentissima divinità in possesso di armi speciali quali una pietra, una lancia, un calderone ed una spada. In alchimia la pietra filosofale viene definita Dono di Dio o Grande Pietra, come risultato finale dell’Opera Alchemica e capolavoro ultimo. Alla realizzazione dell’opera finale, della pietra filosofale,l’adepto raggiunge la perfetta illuminazione,la sommità della conoscenza, trascendendo la fisica realtà nella sua concretezza più schietta, raggiungendo in talmaniera livelli superiori di luce. Il compito dell’iniziato non si conclude così, tale enorme potenzialità acquisita, deve essere catalizzata e modulata, la pietra filosofale esprime le sue capacità come un flusso energetico per il tramite dell’adepto che orienta questo enorme flusso energetico verso il mondo vitale o minerale. Questa complessa elaborazione della pietra conferisce la cosiddetta “triplice corona dei saggi”, ovvero tre poteri esclusivi. Il primo di questi poteri è la Panacea,la famosa medicina universale, un elisir di lunga vita da bere, rappresentato dalla pietra filosofale sotto forma di polvere rossa, un toccasana per la guarigione ed il raggiungimento dell’immortalità! Sempre rappresentata dalla pietra filosofale il secondo potere deriva sempre dalla panacea, con effetti diversi rispetto al precedente, la sua assunzione conduce alla beatitudine celestiale ed alla pace dell’essere supremo, corredata, inoltre, dalla facoltà dell’onniscenza; ovvero di poter conoscere il passato ed il futuro nel loro vero significato oggettivo. L’onniscenza si completa con l’acquisizione di poter discernere tra il bene ed il male! Il terzo potere sarebbe la trasmutazione dei metalli vili in metalli nobili, come il comune ferro in oro. La trasmutazione del metallo avviene per tintura di polvere della pietra filosofale che colora il vile metallo impregnandolo e trasformandolo in oro, procedimento per l’adepto che facilmente potrebbe disporre di enormi quantità di ricchezze,volte al compimento di opere umanitarie, dettate dalla elevata crescita interiore e morale che devono essere divine al termine della sua formazione. Non possiamo fare a meno di notare come, mediante questa potenzialità della pietra filosofale, una voltaAlchimista in cerca della pietra filosofale, dipinto di Joseph Wright of Derby dimostrata la effettiva possibile realizzazione del percorso alchemico, si riesce a svelare il mistero della ricchezza improvvisa, ad esempio, del famoso abate Sauniere di Rennes! Le capacità di conferire l’eterna giovinezza, con la scoperta del Graal, ci riporta alla fonte miracolosa del regno del “Prete Gianni” , regno che forse si troverebbe in India. La moltitudine di questi riferimenti vengono riscontrati, come in una summa, nell’opera di Eschenbach il quale rispetto a Chretien de Troyes distacca l’immagine del sacro calice identificando il graal con la pietra misterica; questa nuova visione crea un legame omogeneo dell’opera e guida con maggior coerenza gli eventi come la nascita del Prete Gianni dalla figlia del Re pescatore( identificato come Gesù Cristo )sposata con un saraceno, la donna dal nome particolare Anfortas, aveva fatto un miracolo moltiplicando il pesce per sfamare una moltitudine di persone; i due coniugi prendono sede in India ed il loro figlio, Prete Gianni,sarà un famoso sacerdote Cristiano fondatore di un immenso e potente regno. Questa nuova interpretazione misterico-esoterica del graal, inserisce l’eventuale presenza di un Graal Indiano e di una identificazione con quanto esposto nei precedenti capitoli, del segno di una presenza Gesù Cristo nell’area indo-tibetana romanzata e raccontata, allegorizzata con il simbolo della pietra mistica della pietra di Von Eschenbach. Come un viaggio catartico nella coscienza Cristiana, ci si chiede cosa c’è di vero nel seguire popolari racconti locali delle tribù mussulmane, cosiddette Ahmaddyya, le quali conservano nel loro credo ideologico-religioso la tradizione di una sopravvivenza di Gesù e suo trasferimento in Tibet alla ricerca delle dieci tribù di Israele…forse potrebbe essersi portato con sé il Sacro Calice? Il “suo” Santo Graal? Alcuni tour operator, in quest’ultimo anno, nell’organizzare viaggi nel piccolo Tibet, hanno rinunciato ad inserire in programma una visita a Srinagar, presunto luogo di sepoltura del Gesù di cui sopra, poiché le locali autorità misteriosamente, da alcuni mesi, ne vietano la visita ai turisti…davvero strana e misteriosa restrizione .

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