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Dalle sabbie del deserto spunta la barca del Faraone Den

Un momento degli scavi che hanno riportato alla luce la barca faraone Dendi Redazione
Una scoperta importante, quella che ci hanno regalato le sabbie egiziane, che nascondono ancora numerosi tesori storici. Risale, infatti, al 3000 avanti Cristo circa, quando sull'antico Egitto regnava il Faraone della prima dinastia, Den, la più antica barca faraonica finora ritrovata. L'annuncio è stato dato dal segretario di stato egiziano per le antichità Mohamed Ibrahim Ali, il quale ha spiegato che l'antica imbarcazione, che veniva sepolta col sovrano e serviva per “traghettarlo” nell'aldilà, è stata rinvenuta a Abu Rawash, località a circa otto chilometri a nord di Giza dove sorgono le rovine della piramide “perduta” di Djedefre, figlio e successore di Cheope.

La preziosa barca è in buono stato e il team dell'istituto francese di archeologia orientale nei suoi scavi nella zona ha rinvenuto undici pezzi componenti il fasciame, lunghi sei metri e larghi un metro e mezzo ciascuno. I reperti sono stati trasferiti al Museo egizio per essere restaurati e poi esposti al Museo nazionale della civilizzazione egiziana, un nuovo museo che dovrebbe aprire i battenti entro la fine di questo anno.

Den, il Faraone

Me chi erà Den?   A parlarcene sono la Pietra di Palermo (secondo la quale regnò circa 40 anni) e alcune tavolette in avorio rinvenute a Saqqara e ad Abydos. Di sicuro fu il quinto Faraone della I dinastia, quindi parliamo del periodo arcaico dell’Egitto. Il nome di questo sovrano, però, così come compare nelle liste reali, è probabilmente dovuto ad una lettura scorretta del “nebti” (l'insieme dei nomi e degli epiteti con cui nell'antico Egitto ci si riferiva al sovrano). Va detto, per correttezza e completezza d’informazione, che Il termine faraone, forma italianizzata del greco pharao, si incontra, per la prima volta, solo durante il regno di Thutmose III.

Durante il suo regno compaiono, nella titolatura, due elementi che in seguito diverranno tipici della sovranità: uno è la cosiddetta doppia corona (nebti, le due Signore (Le due Potenti) e l'altra è un titolo il cui significato letterale è Colui che appartiene al giunco ed all'ape ma che in effetti significa Re dell'Alto e Basso Egitto. La Corona per gli antichi egizi, era riservata alle divinità ed al sovrano come simbolo del potere con attributi magici-identificativi e fin dal periodo predinastico l'iconografia egizia e la statuaria ne mostrano un numero notevole.

Appena salito al trono Den, probabilmente, devette contrastare le ambizioni degli alti Scheletro della barca del faraone Denfunzionari di corte favoriti durante la reggenza della madre Mer(it)neith. Così diede il via ad una politica conciliante verso le province del Delta del Nilo, creando per la loro amministrazione un apposito ufficio.

Nel suo 32º anno di regno diede inizio ad opere importanti di canalizzazione del Nilo, primo avvenimento di questo tipo in Egitto. Den fu definito anche “uomo del deserto”, sopranome che potrebbe essergli stato “affibiato” al ritorno da una vittoriosa spedizione nella desertica Penisola del Sinai.

Come altri sovrani di questa dinastia, Den possedette due "tombe": una ad Abydos ed una a Saqqara, ma alla fine venne sepolto nella necropoli di Umm el-Qa'ab, nei pressi di Abydos, nella tomba identificata come T. A questo sovrano è anche attribuito un cenotafio (monumentosepolcrale che viene eretto per ricordare una persona o un gruppo di persone sepolte in altro luogo. La parola, che deriva dal greco, significa "tomba vuota" (κενός, "kenos", vuoto e τάφος, "taphos", tomba)), identificato come tomba 3035, nella necropoli di Saqqara.

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