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Anteprima: Ritrovate nella necropoli di Gravisca, a Tarquinia, due statuette femminili in bronzo

L'area archeologica di Graviscadi Stefano Schiavi
Ancora un ritrovamento, ancora riflettori puntati su Tarquinia. Dopo il ritrovamento della tomba dei due nobili vicino alla Tomba della Regina, stavolta ad essere oggetto dell’interesse degli archeologi, degli studiosi e degli appassionati è il sito archeologico di Gravisca (sempre a Tarquinia). Ad essere riportate alla luce, infatti, sono state due statuette femminili datate al V e al IV secolo a.C.

 

 

 

Un particolare degli scaviLa scoperta è stata effettuata nell’annuale campagna di scavo condotta dal prof. Lucio Fiorini, dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Una delle Statuette ritrovateArcheologici dell’Etruria Meridionale. Il ritrovamento è stato effettuato all’interno del sacello dedicato a Demetra, sono stati portati alla luce, tra i vari reperti, per l’appunto le due straordinarie statuette femminili in bronzo di offerente, un thymiaterion, pure in bronzo, e il coperchio di una pisside in avorio con la raffigurazione di una sirena. Le due statuette si datano al V e al IV secolo a.C.. I manufatti raccontano gli ultimi drammatici momenti della vita del santuario emporico nel 281 a.C., quando, temendo per l’imminente arrivo dell’esercito romano, gli ultimi devoti seppellirono, per proteggerli dalla distruzione, tutti gli ex-voto più preziosi, salvaguardando la memoria della secolare devozione che aveva fino ad allora animato l’area sacra di Gravisca.

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