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Un mese in Kosovo

Postazione di controllo italianaAl confine con il Montenegro Stanchi, ma soddisfatti di aver costatato con mano che esiste un altro Belpaese che non ha nulla a che fare con le tangenti o gli scandali tipo "Missione Arcobaleno" (a proposito anche in Kosovo abbiamo visto materiale con sopra scritto "Missione Arcobaleno"), riprendiamo posto sul nostro mezzo. Le prime ombre della sera cominciano a calare. Con gli occhi arrossati dalle tante ore di lavoro decidiamo di fare un piccolo "briefing" (una riunione); tornare alla base o continuare? E' un attimo. Andiamo avanti destinazione il passo di Kulina, al confine con il Montenegro. Ci vorrà un'ora di tempo tra curve e ripide salite su una strada sconnessa. Ma ormai è come una droga. Andare avanti comunque. E' tempo di accendere i fari. Appena fuori Pec un gruppo di case distrutte cattura l'attenzione di Giuseppe che, macchina fotografica al collo, chiede al caporale Matarazzo di fermarsi. Scende. Sceglie il particolare. Una palazzina distrutta dove campeggiano scritte inneggianti all'Uck. E' in stile arabeggiante. Non sappiamo se appartenesse ad un serbo o ad un albanese ma la struttura ci fa propendere per la seconda. La casa non è perimetrata dal famoso nastro rosso che sta ad indicare un terreno minato. Ma non c'è da fidarsi. Il Capitano Compagnone avverte di non entrare né di andare sul prato e di fare la fotografia dal ciglio della strada. Ma Giuseppe non sente e si avvicina. Immediatamente scendiamo e lo andiamo a riprendere. La prudenza non è mai troppa. Una mucca, che pascola tranquillamente nel giardino di questo rudere, ci osserva come per dirci "ma siete proprio tutti matti". Ripartiamo dopo una severa lavata di testa. Il mezzo comincia a salire. Si inerpica per queste stradebersaglieri strette e piene di buche. Ogni tanto incontriamo dei Tir pieni di legname che scendono ad una velocità a dir poco esasperante. Su un tornante i segni della guerra, un pullman chiaramente centrato da un colpo di mortaio giace monumento alla follia umana. Oltre alla notte cala anche il freddo. Abbiamo abiti e giubbotti leggeri, primaverili. Da quel giorno avremmo sempre portato con noi maglioni pesanti. Siamo al Passo, 1.270 metri d'altezza. Il vento gelato taglia i nostri visi. Giuseppe è addirittura in maniche di camicia. Comincia anche a piovere. Il Maresciallo Taglialatela comanda il ceck-point. E' dell'8° Bersaglieri. I fanti piumati, nonostante il freddo e le temperature rigide che la notte scendono sotto lo zero (in pieno inverno arrivano anche a - 27), controllano giornalmente 600 mezzi ed almeno 1.200 persone. I turni sono di 15 giorni ma al passo di Kuciste (l'altro varco di frontiera che unisce il Kosovo al Montenegro) dove le condizioni sono proibitive, i turni sono di 48 ore. E' un lavoro da polizia di frontiera, ma un lavoro che va fatto e che, nei 14 mesi, ha portato anche molti frutti. Il traffico di armi, sigarette, droga e legname, almeno in questa zona è stato stroncato. Ora i contrabbandieri sono obbligati a servirsi di sentieri impervi dove è possibile soltanto l'utilizzo dei muli. Sentieri rischiosi e spesso minati. Per oggi il nostro lavoro è finito, possiamo tornare a Pec al caldo del Comando Brigata e ad un pasto degno di questo nome. Il ritorno trascorre in allegria tra barzellette e battute intervallate da lunghi silenzi dovuti al calo di adrenalina. Intirizziti dalla rigida temperatura arriviamo all'Hotel Metohjia.

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L'Associazione "I Viaggi Nella Storia", che ha come scopo quello di sviluppare e diffondere la cultura dei viaggi intesi come arricchimento culturale, sociale e storico, anche un importante veicolo per la diffusione, attraverso le nostre rubriche, della cultura storica, delle tradizioni culturali, dell'archeologia, degli eventi storici,delle curiosit e dei misteri storici, degli approfondimenti storici, delle leggende e dei miti, dei ricordi di famiglia, delle recensione di libri, dei quaderni storici e dei quaderni archeologici, delle mostre e degli eventi, dei reportage di storia antica e moderna, dei dossier e delle ricerche storiche.