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Un mese in Kosovo

elicottero 2In elicottero sul Kosovo
Tutta la 'nostra' squadra sale sull'elicottero. Per l'occasione sarà proprio il comandante Vadrucci a pilotarlo. Partiamo. La sensazione della prima volta che ci assale è indescrivibile. L'elicottero è decisamente diverso da ogni altro velivolo. Ti dà l'opportunità di vedere dettagli che dal basso sono impossibili da individuare. Il volo è lungo. Un ora e quaranta minuti in aria con la possibilità di vedere gli effetti dei bombardamenti Nato, le distruzioni, le fosse comuni, le trincee ormai ricoperte dal manto erboso ma anche il pulsare delle città e la bellezza di questa regione. Le sue vallate e le sue montagne, i suoi colori che l'autunno colora di rosso e giallo ocra intensi. Un autunno che qui arriva molto prima che da noi. E' l'ultimo giorno che siamo in Kosovo e questo è indubbiamente un bel regalo d'addio. Giuseppe, sullo stile dei reporter di guerra che si vedono nei vecchi filmati del Vietnam, si sporge dal portellone aperto per immortalare quanto si propone sotto di noi, ma anche di fronte a noi. Infatti, quasi dal nulla, spunta un dirigibile delle Nazioni Unite che ha al suo interno un'apparecchiatura ad alta tecnologia che individua i campi minati. E qui, di mine, ce ne sono a decine di migliaia. Da Giakova sorvoliamo il confine In viaggio verso l'ItaliaMontenegrino e quello albanese. I passi di Klina, Kulina, Kuciste, Morines e Prusit. La base spagnola di Istok, le città di Pec e Decane. Attraversiamo la valle di Rugova ed il patriarcato, oltre al monastero di Visoky. Il carburante è agli sgoccioli, rientriamo alla base. Salutiamo e ringraziamo per questa esperienza indubbiamente affascinante e ci dirigiamo verso l'ultima tappa del nostro viaggio: il poligono di Belo Polje. Ci attende la compagnia Eod (sminatori ed artificieri). Assisteremo alla distruzione di mine, granate, razzi etc... provenienti da un deposito militare serbo. Hanno preparato tre 'fornelli', che avevamo visionato in mattinata. E' ormai notte e fa un freddo incredibile. Ma ci hanno aspettato. Siamo a distanza di sicurezza all'interno di una torretta. Le esplosioni sono state violentissime nonostante fossero attutite dalla terra. Lo spostamento d'aria è stato molto forte. Giuseppe, imperterrito, prova a fotografare la fiammata ma la mancanza di luce impedisce ogni cosa. Torniamo al Comando Brigata stanchi ma contenti. Hanno Organizzato una cena di commiato. Il Capitano Carini ha cucinato per noi. Il tempo, purtroppo, è poco. Domattina partiremo alle 5,30 per Pristina dove ci attende il volo di rientro in Italia. Mangiamo, beviamo, scambiamo le ultime battute. Poi i saluti affettuosi e lo scambio dei numeri telefonici. La 'nostra missione' è terminata. L'ultimo abbraccio è per il Tenente Colonnello Gianfranco Scala (che ha vissuto la durissima esperienza del 12 novembre a Nassirya) ed il Capitano Bruno Compagnone (presente poi al matrimonio tra il sottoscritto e sorella D’Andrea). E' grazie a loro se abbiamo potuto svolgere bene il nostro lavoro. Ma i nostri ringraziamenti vanno a tutti, ai soldati, alle crocerossine, agli interpreti che stanno svolgendo un duro ma importantissimo lavoro laggiù nel Kosovo.

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L'Associazione "I Viaggi Nella Storia", che ha come scopo quello di sviluppare e diffondere la cultura dei viaggi intesi come arricchimento culturale, sociale e storico, anche un importante veicolo per la diffusione, attraverso le nostre rubriche, della cultura storica, delle tradizioni culturali, dell'archeologia, degli eventi storici,delle curiosit e dei misteri storici, degli approfondimenti storici, delle leggende e dei miti, dei ricordi di famiglia, delle recensione di libri, dei quaderni storici e dei quaderni archeologici, delle mostre e degli eventi, dei reportage di storia antica e moderna, dei dossier e delle ricerche storiche.