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Un mese in Kosovo

Esercitazione GIS a BanjaEsercitazione dei Gis a Banja
Il resto della mattina passa nell'attesa di notizie, cos“ decidiamo con Boban e Micky di andare a Banja per vedere le esercitazioni dei Gis dei Carabinieri. Banja dista solo 12 chilometri da Pec. Il viaggio è breve, ma mi riserva una sorpresa graditissima. Arrivati nella base della Taurinense, un ex albergo con vasche termali rimesse a nuovo dai nostri ragazzi, ci viene incontro il comandante, Tenente Colonnello Perluigi Gallino. Dopo un primo giro all'interno del comando, improvvisamente mi sento prendere alle spalle. Mi giro e con immensa sorpresa e gioia mi trovo di fronte il Tenente Gianluca D'Ambrosio. E' un caro amico che non vedevo da due anni. Baci ed abbracci. "Me lo sentivo che prima o poi ci saremmo incontrati", esclama Gianluca. La vita è proprio strana, ci si perde di vista pur abitando nella stessa città e poi ci si ritrova in situazioni del tutto particolari. Insieme ci rechiamo nello spiazzo dietro l'albergo. Parliamo del passato e degli amici che sono in Italia, poi la promessa di rivederci per Natale. Il suo turno in Kosovo è ormai finito. Ma prima di rientrare nella città eterna farà tappa a Torino dov'è di stanza. L'elicottero della Marina militare con a bordo i Gis è in arrivo. Si ferma a mezz'aria. Una corda scende dal portellone aperto. E' un attimo. Con incredibile velocità sette appartenenti ai Gis si calano dall'elicottero. Appena a terra si dispongono a cerchio ed iniziano la loro esercitazione. La forza del vento prodotto dai rotori quasi ci scaglia sul filo spinato che delimita il campo di atterraggio. Di fronte a noi una scuola elementari. Gli alunni sono tutti addossati alla recinzione a guardare quello che per loro è ormai una routine: vedere soldati, soldati e ancora soldati da almeno due anni. L'azione è di breve durata ma comunque affascinante. Non avevamo mai visto, se non in televisione, Gis in operazione. Fanno indubbiamente un certo effetto. Finita l'esercitazione ci aspetta il caffè di rito. Quattro chiacchiere in compagnia. Un salutoEsercitazione Gis, irruzione affettuoso a Gianluca e via verso la 'nostra' base. Pochi chilometri e la nostra attenzione viene catturata da una chiesa ortodossa. Non è antica ma, come al solito, è presidiata dai soldati italiani per evitare ulteriori saccheggi. Entriamo. E' completamente spoglia. Nessun arredo sacro è stato risparmiato. Salutiamo i soldati che stazionano all'interno del perimetro e torniamo a Pec. Le prime ombre della sera calano sulla città. Andiamo in un altro seggio elettorale per un ultimo controllo. Sono le 19, orario di chiusura delle urne, ma la fila di votanti è ancora lunga. In molti si accalcano e pressano sulla polizia internazionale e quella kosovara per entrare. Facciamo un giro all'interno della scuola. Un membro dell'Osce ci ferma e ci dice che non possiamo fotografare nulla. Ne nasce un battibecco. Siamo autorizzati ma questo non riconosce i nostri permessi. Lo lasciamo parlare poi gli rispondiamo in inglese: "Lei è matto, come si permette di porre la censura su un avvenimento internazionale". Ci invita a fare un altro permesso. Non se ne parla nemmeno. Lo mandiamo a quel paese e continuiamo a fotografare, siamo dalla parte della ragione. Forse era preoccupato della documentazione di qualche magagna. E' ora di cena e torniamo al Comando Brigata. L'allegra tavolata si riunisce in buon ordine. Stavolta il pasto è veloce. Ennio ha la diretta con il Tg1, D'Anna deve inviare il pezzo per il Tg2, noi attendiamo i primi risultati. Il tempo delle chiacchiere ci sarà, ma più tardi. Le operazioni di voto vanno avanti ad oltranza. Trapelano le prime indiscrezioni sulla vittoria, per altro scontata, di Rugova. Si parla di cifre ma non sono attendibili. Ormai tutto è rimandato a domani. Dopo il bicchiere della staffa andiamo tutti a dormire.

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