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Leggende religiose a Napoli

L'ampolla con il sangue di San GennaroSono innumerevoli le ragioni per cui una persona decide di passare le vacanze nel capoluogo campano. Prenotando uno dei voli con Skyscanner.it, i soci dell'Associazione "I Viaggi nella Storia", possono arrivarci  spendendo poco, e con i voli economici da Napoli si raggiungono facilmente tutte le destinazioni italiane.

Panorami bellissimi, una costa mozzafiato, una città piena di attrazioni, una delle tradizioni gastronomiche italiane più famose al mondo e dintorni di alto valore storico e naturale, Napoli ha anche lati più nascosti.

Con superstizioni e miti che non solo sopravvivono, ma sono diventati parte integrante della vita di tutti i giorni, la città, sebbene sia una moderna metropoli, non ha abbandonato il suo lato ancestrale e la sua identità popolare.

Quali sono le leggende religiose che ancora oggi sono mantenute vive da feste che hanno la capacità di riunire l'intera popolazione, e i racconti che riuniscono le famiglie intorno al caminetto?

La prima fra tutte è sicuramente quella di San Gennaro. Secondo quanto ci tramanda la tradizione, San Gennaro era vescovo di Benevento quando a Roma regnava Diocleziano, periodo delle grandi persecuzioni contro i cristiani. San Gennaro fu condannato a morte dopo che, andando a trovare il diacono di Miseno in prigione, fu arrestato a causa della sua professione religiosa. Le proteste dei cristiani ottennero solo un mutamento di condanna e, anziché sbranato da belve feroci, San Gennaro fu decapitato.

Prima della sepoltura, il suo sangue fu conservato e racchiuso in ampolle. Da subito si osservò che in vicinanza delle ossa del santo, il sangue nelle ampolle da solido diventava liquido, e ancora oggi, due volte all'anno, in maggio e settembre, i napoletani si riuniscono in piazza del Duomo aspettando il miracolo del sangue di San Gennaro.

Tra le altre tradizioni religiose, una molto sentita a Napoli è quella del culto delle anime purganti, cioè dei resti mortali di persone di cui non si conosceva l'identità, e che quindi non hanno ricevuto né degna sepoltura né le preghiere dei familiari. Il culto nasce dopo l'epidemia di peste del 1656 che causò centinaia di morti i cui corpi vennero depositato in antiche cave di tufo vicino alla collina Materdei. È così che i napoletani, prendendosi cura dell'anima di queste persone, possono chiedere loro favori e grazie.

 

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